Il presidio
Aveva in casa un arsenale, medico rinviato a giudizio
Piero Casonato teneva nel suo caveau tre pistole, un mitra e 5.400 munizioni. Tra i proprietari di Villa Massoni, aveva chiesto di patteggiare
PRATO. Sarà processato in aprile, dopo oltre cinque anni dal suo arresto, il medico Piero Alessandro Casonato, già in servizio all’Igiene pubblica dell’Asl di Prato e, prima, a Massa, che nel dicembre del 2007 fu trovato in possesso di un piccolo arsenale di armi da guerra. Aveva chiesto al gup di Prato, Isidori, di patteggiare una pena di due anni di reclusione, ma il pubblico ministero Eligio Paolini si è opposto. Casonato fu arrestato nel dicembre del 2007 dalla squadra mobile della polizia dopo un paio di perquisizioni. Nella sua casa di Massa furono trovate in un caveau armi regolarmente denunciate, ma in quella di Montemurlo saltò fuori la Santa Barbara: una mitraglietta Makarov calibro 9, clandestina con canna di ricambio e silenziatore, tre pistole clandestine, un visore notturno, divise militari, 5400 munizioni e due parrucche. Oltre alla pratica medica, Piero Alessandro Casonato è conosciuto a Massa anche per essere uno dei proprietari di Villa Massoni, la residenza al centro di una campagna del Fai che la vorrebbe includere, a suon di firme dei cittadini, nell’elenco dei beni da tutelare.
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