Il Tirreno

Male il lavoro e l’ambiente ma si vive un po’ meglio

Male il lavoro e l’ambiente ma si vive un po’ meglio

Il Sole 24 ore premia la provincia apuana con sei posizioni in più in classifica Indice puntato però sulla sicurezza e sull’alto tasso di disoccupazione

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CARRARA. Il tenore di vita, in lieve miglioramento rispetto a dodici mesi fa, fa fare un balzetto in avanti a Massa-Carrara nell’annuale classifica sulla qualità della vita delle province italiane redatta dal Sole 24 ore. Quella apuana è in cinquantaseiesima posizione, nel 2011 si trovava al 62º posto. In Toscana fanno meglio di noi tutti: Siena (irraggiungibile al secondo posto), Firenze diciottesima (ma ha perso undici posizioni), Arezzo (19º posto), Grosseto (28), Livorno (30), Pisa (31), Lucca (33), Prato (35), Pistoia (52).

C’è poco da stare allegri, insomma. Perché se è vero che sono state guadagnate sei posizioni è anche vero che questo è avvenuto più per demerito altrui che per meriti nostri. Anche perché le uniche voci in positivo rispetto a dodici mesi fa sono quelle del Tenore di vita e del Tempo libero, le altre invece mostrano dati in ribasso. Pallino rosso per Affari e lavoro, Servizi ambiente salute, Popolazione, Ordine pubblico. Ma vediamole nel dettaglio partendo dalle note positive.

Tenore di vita. La posizione della provincia apuana è la numero 31. decisamente alta, perché a livello toscano è dietro soltanto a Prato, Livorno e Siena. Merito della ricchezza prodotta (20.797,87 euro di pil pro capite prodotto), il risparmio (14mila euro e spiccioli per residente) e l’importo medio mensile delle pensioni (quasi ottocento euro). Nei consumi privati Massa-carrara è al 31º posto, l’inflazione è 1,86% e il costo di una casa in zona semicentrale si aggira attorno ai 1.900 euro a metro quadrato, una somma di tutto rispetto al confronto di altre realtà vicine.

Tempo libero. A questa voce troviamo un vero e proprio primato per la provincia apuana. Ed è quello legato al numero di librerie ogni centomila abitanti. Il valore calcolato dal giornale di Confindustria è 17,68. Al secondo posto c’è Rimini, all’ultimo isernia (1,13). A livello generale invece Massa-Carrara occupa la trentaquattresima posizione. Le altre voci sono gli spettacoli (68º), la creatività (77º). Discorso a parte merita la ristorazione, altro fiore all’occhiello di chi vive ai piedi delle Apuane: undicesimo posto, dietro a località turistiche per eccellenza come la Sardegna, la riviera di ponente ligure, la Maremma, la riviera adriatica. L’appeal turistico invece è a mezza strada, alla posizione numero 38. L’indice della sportività invece è bassino e regala un settantaquattresimo posto.

Ordine pubblico. Male per quanto riguarda la sicurezza dei cittadini, sempre secondo le statistiche raccolte dal Sole 24 ore. Massa-Carrara è al 39 posto. Ecco il dettaglio: scippi, rapine e borseggi regalano un ottantottesimo posto, che significa allarme rosso perché la provincia più sicura (Oristano) è prima. Anche per gli appartamenti svaligiati Massa-Carrara è ottantottesima, ma è un fenomeno risaputo che crea molto allarmismo tra i residenti. Va decisamente meglio per quanto riguarda i furti nelle auto (24º posto) e per le estorsioni (14º posto). Anche truffe e frodi sono poche (130 ogni centomila abitanti nel 2011),mentre il trend è da metà classifica (anche se la microcriminalità è davvero un tallone di Achille).

Affari e lavoro. La provincia apuana è al 62º posto, in peggioramento rispetto al 2011. Brutta la classifica dei prestiti non onorati, preoccupante il tasso di disoccupazione (11,70%). Incoraggiante invece il numero di imprenditori under 30.

Servizi e ambiente. Massa-Carrara è una delle ultime province del nord, al 64mo posto. In peggioramento. Alto il tasso di emigrazione ospedaliera e bassa la velocità della giustizia.

Popolazione. In ribasso, 85º posto, sommando le voci densità demografica (176 abitanti per kmq), natalità da profondo rosso (90º posto), sessanta divorzi ogni diecimila famiglie, diminuisce del 2,7% la percentuale di giovani. Ci sono meno laureati nella fascia che va dai 25 ai 30 anni, mentre la percentuale degli stranieri regolari sfiora il 7 percento.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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