Il Tirreno

Danni in casa da alluvione 1 milione per le famiglie

di Francesca Ferri
Danni in casa da alluvione 1 milione per le famiglie

Firmato ieri il protocollo con Regione che dirotta 24 milioni di euro in provincia Oggi parte la richiesta di stato di calamità. Slittamento Imu e Irap al vaglio

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Un milione di euro per le famiglie povere che hanno avuto danni in casa dall’alluvione. È una goccia nel mare del disastro ma anche un punto di partenza quello che la Regione ha portato ieri a Massa in occasione della firma del protocollo che dirotta sul territorio apuano 24 milioni di euro – dei 100 totali stanziati per tutto il territorio regionale colpito da alluvione – per fare i lavori urgenti e indifferibili su strade, ponti e fiumi danneggiati dall’alluvione di due settimane fa. Il protocollo è stato firmato ieri mattina a Palazzo Ducale dal governatore Enrico Rossi, dai presidenti della Provincia e dell’Unione Comunità montane della Lunigiana e dai sindaci dei Comuni di Massa, Carrara, Aulla, Comano e Fivizzano. Presente anche l’assessore regionale all’Ambiente, Anna Rita Bramerini.

Un milione per le famiglie. Lo stanziamento, che la giunta regionale deve ancora approvare, andrà spartito con la Maremma ma Firenze conta di aprire contestualmente un conto corrente dove chiunque può versare denaro a favore degli alluvionati. Al fondo potranno accedere famiglie che hanno un Isee non superiore ai 36mila euro l’anno; la graduatoria sarà stilata dai Comuni. Rossi ipotizza un tetto di 5mila euro per famiglia; più prudente il sindaco Roberto Pucci, che abbassa la soglia a mille euro.

Scadenze “scomparse”. Tornando al protocollo in sé, questo prevede 250mila euro in più rispetto allo stanziamento iniziale che serviranno a sistemare la strada provinciale 22 a Bagnone, neoinserita. Si passa dunque dai 23 milioni e 930mila euro dell’inizio ai 24 milioni e 180mila euro definitivi. Scomparse dal protocollo, invece, le date di scadenza per la presentazione dei progetti e l’inizio dei lavori, all’inizio fissate l’una per il 30 novembre e l’altra per il 12 dicembre. Rossi, però, assicura: le scadenze devono essere rispettate, al massimo sarà concessa una deroga, se serve, ma non si deve slittare a gennaio, altrimenti la Regione toglie il finanziamento.

Altri 2 milioni di euro. Dal progetto ponti sul Ricortola dell’anno scorso saranno recuperati inoltre 1,8 milioni di euro non spesi. In più Rossi ha già inviato la richiesta ufficiale all’assessore all’Ambiente per sbloccare il Sin, “Sito di interesse nazionale” che grava su parte del territorio e che detta ulteriori vincoli. A sblocco avvenuto per Massa-Carrara ci saranno in tutto fondi per 26 milioni circa.

Rischio ridotto, non eliminato. Gli interventi da effettuare comprendono il ripristino dell’argine del Parmignola a Carrara, i lavori su Canal Magro, Ricortola e colline del Candia a Massa, la sistemazione di dissesti vari ad Aulla solo per citare i più grossi. «Non so se basteranno – ammette Rossi – ma più di questo non possiamo fare. Non possiamo eliminare del tutto il rischio».

Occhi puntati su Roma. Oggi La Regione invia al governo la richiesta dello stato d’emergenza. Sull’esito Rossi non si sbilancia. In sospeso, sempre a Roma, anche la modifica della legge di stabilità, ferma in parlamento, che sbloccherebbe 250 milioni di euro. La Toscana conta di ottenere 120-150 milioni da dare come priorità ai privati, ma anche per farci ulteriori interventi pubblici. Quanto alla richiesta di far slittare i pagamenti di Imu e Irap agli alluvionati, il sottosegretario Catricalà ha inoltrato la richiesta della Regione al ministero. «Ma da voci di corridoio pare che questi slittamenti li facciano più volentieri per i terremotati che non per gli alluvionati», conclude Rossi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web