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Oltre 500 firme contro i tagli al 118

Oltre 500 firme contro i tagli al 118

Sono state raccolte davanti al municipio aullese, altre arriveranno dalle frazioni per mantenere il servizio così com’è

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AULLA. Su iniziativa dell’amministrazione comunale almeno 500 firme sono state raccolte ieri mattina di fronte al municipio aullese per chiedere che il servizio del 118 sia mantenuto com’è oggi. «Senza contare quelle raccolte nelle frazioni, di cui non conosciamo ancora il numero» sottolinea l’assessore comunale Giovanni Chiodetti, originario di Albiano Magra e volontario presso la Pubblica Assistenza, il quale sostiene la raccolta di firme, lanciata dalla presidente del consiglio comunale aullese, Marusca Bonini, che ha la delega alla sanità.

«La raccolta di firme proseguirà fino a martedì – aggiunge Chiodetti – e al prefetto Giuseppe Merendino, che si è interessato alla questione, ho fatto notare che un’automedica è più che indispensabile in un territorio come il nostro e in un momento come questo». Infatti, ci sarebbe il rischio concreto che il servizio del 118 possa non essere garantito regolarmente dal 1° dicembre. Il grido d’allarme per il ventilato taglio di un infermiere del 118, che farebbe sì che l’automedica sia non più utilizzabile di notte, è partito da Roberto Cipriani, Sandro Caponi e Mario Strano, rispettivamente presidenti del comitato locale della “Croce Rossa” di Albiano Magra, della Pubblica Assistenza “Croce Bianca” di Aulla e della Pubblica Assistenza “Croce Azzurra” di Comano. I tre intendono denunciare «il rischio concreto di non poter garantire dal 1° dicembre il regolare servizio di 118, a causa di un giustificato malessere e paura da parte dei volontari normalmente operativi nei suddetti turni. Mancando la figura dell’infermiere nell’emergenza, il medico si troverà ad operare a stretto contatto solo con i volontari, che, pur avendo una buona preparazione, non potranno mai sopperire alla professionalità di un infermiere. Si rompe così il concetto di squadra ed il servizio nella criticità – sottolineano Cipriani, Caponi e Strano – sarà più rischioso per tutte le parti: medico, volontario e paziente”. Ricordiamo che il territorio interessato dal servizio riguarda i Comuni di Licciana, Tresana, Comano, Podenzana ed Aulla.

Alla raccolta di firme, da inviare alla Regione, all’Asl e alla Conferenza dei sindaci, sarà allegato un documento approvato in consiglio comunale l’11 ottobre scorso, in cui si portava a galla la proposta riorganizzativa del servizio di emergenza 118 del comprensorio in questione. Si parla di un ridimensionamento di figure professionali qualificate (infermieri) e di mezzi di soccorso (automedica dalle ore 20 alle ore 8).

Nel documento, poi, si sottolineava che «in Lunigiana e ad Aulla in particolare, tale servizio dovrebbe prevedere investimenti in personale formato e in mezzi attrezzati» e che Aulla «non è sede di ospedale e ha un comprensorio vasto e popoloso».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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