Il Tirreno

Fossi e canali tombati quindici chilometri di bombe a orologeria

Fossi e canali tombati quindici chilometri di bombe a orologeria

In centro, il pericolo maggiore è il canale della Foce (o del Rio) Il caso Bonascola dimostra che si tratta di una vera emergenza

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CARRARA. Scorrono sotto i nostri piedi, invisibili: ma come ha dimostrato l’alluvione possono trasformarsi in autentici incubi. Sono i fossi e i canali “tombati”, cioé impacchettati e chiusi, che purtroppo già conosciamo bene. Nella drammatica alluvione del 23 settembre 2003, infatti, le tombature irrazionali presenti nel territorio di Carrara sono state causa o concausa del disastro, intasandosi di materiale solido, esondando e spesso «scoppiando». Solo nei bacini confluenti nel Carrione, e quindi escludendo Fossa Maestra, Parmignola e Lavello, sono tombati circa 15 chilometri di canali.

Una cifra esorbitante. La situazione risulta decisamente pericolosa soprattutto, ma non solo, a Carrara Est e, come abbiamo purtroppo visto fra il 10 e l’11 novembre, a Bonascola, dove gran parte delle tombature furono realizzate negli anni 80. Le tombature cominciarono massicciamente nel lontano 1908 (anche se in realtà già nel Catasto Estense del 1822 alcuni corsi d’acqua risultavano parzialmente tombati) con la copertura del canale della Foce e proseguirono con ritmi crescenti fino a qualche anno fa.

Le tombature sia realizzate dai privati che dal Comune molto spesso non sono state segnalate al genio Civile allora competente, talvolta autorizzate in sanatoria, solo raramente autorizzate ed anche quelle poche autorizzate quasi sempre sulla base di calcoli idraulici discutibili o inesistenti. Secondo un’analisi di esperti, il più pericoloso potenzialmente tra questi corsi d’acqua «senza stelle» è il Canale della Foce (conosciuto anche come Canal del Rio) a Carrara Est il cui imbocco si trova a monte di via Erevan ed il cui sbocco nel Carrione, peraltro riaperto (per fortuna) circa un anno e mezzo fa, è presso San Martino.

Da via San Francesco fino a via Don Minzoni la copertura, realizzata nell’area adiacente a Via Canal del Rio addirittura nel 1908 è costituita da una sezione circolare con il fondo in erosione e le volte in mattoni di dubbia stabilità.

Anche su via Don Minzoni la tombatura realizzata dal Comune di Carrara in tempi diversi a partire dagli anni ’60, a quanto risulta senza autorizzazione ma con successive sanatorie del genio Civile (e, per di più, non risulterebbero calcoli idraulici giustificativi) è stata in molti tratti sostituita, a seguito di cedimenti, con uno “scatolare” - cioé un rivestimento di cemento - di più ampie dimensioni ma con una pendenza notevole, per cui l’azione dell’acqua, soprattutto se accompagnata da materiale quali pietre, sassi e così via, acquista un notevole potere erosivo.

Anche in questo tratto, fino in pratica a via Rosselli, sulla base delle informazioni disponibili, il fondo è stato fortemente eroso, per cui si possono creare pericolose voragini lungo tutta la sede stradale ed allagamenti negli scantinati degli edifici adiacenti.

Una situazione di rischio si presenta anche su tre canali minori dello stesso bacino costretti in tombature inadeguate ed irrazionali che spesso hanno provocato allagamenti e dissesti (Fosso del Bugliolo, Rio Ghiacciaia, Fosso a monte dell’Inps).

In particolare il fosso del Bugliolo presenta nella parte libera del suo corso diversi dissesti che assumono particolare pericolosità in quanto sopra via Codena il corso d’acqua è stato tombato intorno agli anni ’60 da privati: a quanto risulta, il tutto senza autorizzazioni. La tombatura è assolutamente inadeguata visto che basta poco ad ostruire il condotto di soli 80 centimetri di diametro che confluisce poi attraverso via Codena sul canale della Foce anch’esso tombato. Come abbiamo scritto nei giorni scorsi, la Provincia sul fosso del Bugliolo ha iniziato i lavori ma poi li ha lasciati a metà.

Alluvioni e gravi danni prodotti da questo corso d’acqua apparentemente insignificante e sconosciuto ai più si sono registrati, oltre che che nel 2003 anche nel 1936, nel 1952 e recentemente nel 2010. Lo scorso 11 novembre i danni sono stati limitati.

Anche il fosso di Monterosso risulta tombato presso l’ospedale e poi si immette sempre tombato in via Tacca, via Cucchiari ed infine confluisce nel Canale del Rio (o della Foce) traversando via Cavour e passando sotto alcuni edifici. Per quanto riguarda la zona di Bonascola gli interventi realizzati dal Comune o dai privati hanno dimostrato in occasione dell’alluvione dello scorso 10-11 novembre la loro inadeguatezza.

Una situazione di rischio allagamenti diffusi, anche se non propriamente pericolosi, si presenta nel fosso del Topo che attraversa la zona di Melara ed è caratterizzato da numerose tombature, alcune autorizzate, magari in sanatoria, ma non giustificate da alcun calcolo idraulico. Analoghi problemi, ma di maggiore consistenza, si verificano localmente lungo il Fosso di Spondarella e lungo la parte iniziale dei canali di monte Olivero, Monte Greco ed Acquafiora. Zone in collina che possono essere interessate da frane e dissesti l’occlusione di questi canali potrebbe essere pericolosa. Altre situazioni su cui sarebbe opportuno un intervento di eliminazione o quantomeno di adeguamento delle tombature sono lungo il canale della Macina nella zona di Ficola, lungo i canali di Stabbio e San Martino, sui vari canali di Marola, Lupinara, Levatello confluenti nel canale del Bertino.

Da anni esiste una dettagliata relazione, svolta dall’ingegner Carlo Milani e dal geologo Carlo Turba, nella quale il rischio idraulico e idrogeologico viene analizzato caso per caso. Sono state preparate anche schede progettuali per possibili interventi: con poco più di due milioni di euro, secondo una prima stima, si potrebbero mettere in sicurezza almeno i canali più importanti, in centro città. Questione di priorità: abbiamo visto purtroppo un’alluvione quanto può essere devastante, mettere in sicurezza il Carrione senza però occuparsi dei canali e dei fossi tombati potrebbe rivelarsi una soluzione parziale e che non mette al sicuro i cittadini. Soprattutto il canale della Foce, o Canal del Rio, potrebbe essere una bomba a orologeria.

Massimo Braglia

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