Il presidio
n liquidazione la Olidor per 8,4 milioni Il maxi centro direzionale in vendita per 8,4 milioni
Creato da Emanuale Ricciardi e soci, era costato 20 milioni “All’asta” anche due terreni a Ronchi Poveromo
MASSA . Avete disponibili 8,4 milioni di euro? Se sì potete comprarvi l’intero complesso direzionale Olidor (9mila metri quadrati) e anche due terreni a Ronchi-Poveromo (non edificabili) per un totale di altri 15mila metri quadrati. Un’affare, se si tien conto che l’Olidor di via Oliveti è costato una cifra non inferiore ai 20 milioni di euro. Ma anche una notizia che desta scalpore in città: il più grande centro direzionale della zona, una delle più prestigiose costruzioni massesi: tre grandi edifici fra Carrefour e autostrada realizzati con caratteristiche di pregio e scelte architettoniche di effetto dove hanno sede decine di uffici, società, aziende, viene messa in liquidazione.
Centro direzionale e terreni, appartenenti alla società a responsabilità limitata Olidor sono da oggi virtualmente in vendita: verranno ceduti in un unico lotto al prezzo base di 8 milioni e 400mila euro, tramite offerte che dovranno essere depositate in busta chiusa nello studio della notaia carrarese Anna Maria Carozzi entro il 4 dicembre. E saranno aperte il gorno successivo Ad aggiudicarsi i beni sarà chi avrà fatto l’offerta migliore.
Si tratta, in altre parole, della messa in liquidazione della società attraverso il ricorso al tribunale. La Olidor Srl, con un capitale sociale di 10.500 euro ha come soci personaggi noti. Emanuele Ricciardi, in primis, imprenditore dei rottami di metallo, la sua Ecoacciai, che ha sede a Gello di Pontedera, è tra le prime in Italia nel settore e per alcuni possibile candidato a sindaco di Massa. Poi, suo cugino MarcoRicciardi, titolare di un’avviata azienda di lamiere zincate in zona industriale. Quindi Giovanni Battista Brunori, presidente della Ferriera Valsabbia di Brescia, colosso dei tondini di ferro (e socio di Emauele Ricciardi anche in Ecoacciai). Completano la compagine societaria Meri Gabrielli e Pietro Tonazzini di Montignoso.
Dietro all’avvio della procedura di liquidazione non sembra vi siano motivi di dissesto finanziario o situazioni debitorie divenute insostenibili. Olidor, anzi appare ben solida e almeno alcuni dei suoi soci hanno spalle ben larghe per ripianare eventuali debiti. La ragione della messa in liquidazione va dunque cercata altrove. Forse, ma è solo un’ipotesi, in un disaccordo fra i soci: un dissidio che non si è rivelato componibile e che ha portato alla decisione di vendere tutto.
Claudio Figaia
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