Il presidio
Finita l’emergenza pura, si contano i danni
Barbieri (Protezione civile): «Il territorio ora è malato. Fuori Toscana non ci si rende bene conto»
MASSA. La fase di pura emergenza è superata, la sala operativa della Protezione civile ha chiuso giovedì e ora non resta che la conta dei danni, prima di rimboccarsi le maniche e ricostruire. Con una, anzi due preoccupazioni: i soldi stanziati basteranno? E i tempi saranno abbastanza celeri?
«Il supporto regionale, ovvero la colonna mobile regionale, è rimasta fino a mercoledì scorso», spiega il responsabile provinciale della Protezione civile Gianluca Barbieri. Giovedì i volontari richiesti dal Comune di Massa hanno salutato le loro postazioni perché la fase acuta era superata. La sala operativa è chiusa ma rimane a supporto del Comune, in caso di bisogno, pronta a riattivare alcune squadre.
«Il nostro compito adesso – spiega Barbieri – è dare supporto ai comuni nella fase post emergenza». Detto in parole povere: è l’ora della conta dei danni. «Una stima è prematura – spiega Barbieri – aspettiamo di vedere cosa viene fuori dalla raccolta delle schede di richiesta di risarcimento.
Quanto ai danni alle strutture pubbliche, la lista di opere idrauliche, strade e quant’altro è stata completata ieri con l’aggiunta, rispetto all’elenco presentato alla Regione nei giorni scorsi, di alcune segnalazioni da altri comuni. Martedì la relazione sarà consegnata al consiglio provinciale.
La Regione ha già stanziato 24 milioni per la provincia di Massa-Carrara; 11 serviranno nel comune di Massa. Ma basteranno? «Il territorio è estremamente malato in questo momento – spiega Barbieri – e se non viene fatta una progettazione complessiva si rischia di metter mano a una zona e trascurare un’altra». L’alluvione, però, non riconosce i confini posti sulla carta.
«Di certo – conclude Barbieri – da subito ci siamo resi conto che l’alluvione nella nostra provincia dal punto di vista economico è stata consistente. Forse fuori dalla Toscana non si è avvertita la gravità. Ho avuto, come molti, la sensazione che rispetto alla Maremma la situazione qua ha creato meno impatto mediatico. Forse perché, al di là delle vittime, in Maremma una vasta area è rimasta allagata per molto tempo. Qua, forse grazie anche alla bravura dei nostri volontari, l’acqua è stata tolta più rapidamente. E anche se i sindaci e il presidente della Provincia si sono dati da fare per portare all’attenzione della Regione la situazione, purtroppo c’è l’abitudine di dimenticarci presto delle catastrofi naturali».
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