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Oltre 5.000 abusi di opere edilizie condonati in 19 anni
Il sindaco: «Inutile potenziare gli uffici per le verifiche se poi i governi sanano, ma ora la sicurezza passa avanti»
CARRARA. Una valanga di sanatorie, a seguito dei condoni edilizi concessi dal governo nel corso di diciannove anni, a partire dal 1985. Nel nostro comune sono state per così dire “regolarizzate” migliaia di opere abusive.
Il Movimento 5 stelle chiede al sindaco di potenziare il settore urbanistica che si occupa degli abusi edilizi. Zubbani risponde che «attualmente l’ufficio dispone per questi controlli, di due geometri e di due vigili urbani, ma è inutile potenziare gli uffici se poi i governi fanno i condoni».
E fornisce alcuni dati significativi: «Dal 1985 ci sono stati tre condoni. In occasione di quello del 1985 ci furono a Cararra 4.400 istanze di sanatoria e ne furono accolte quattromila, istruite poi negli anni successivi. Poi c’è stato il condono del 1994: a Carrara furono presentate 1.450 domande, di cui 1.300 accolte. Parliamo ovviamente di ogni genere di abuso edilizio, dal muretto, alle tombature, alle case del tutto abusive». Ultimo, il cosiddetto mini condono del 2004: «330 istanze, e quelle accolte furono 190. «Attualmente – dice il sindaco Zubbani – Attualmente penso che il personale sia sufficiente per le verifiche che stiamo facendo sul territorio dove già emergono situazioni da rimuovere con urgenza. Ma il dato relativo ai condoni deve far riflettere, su tutto ciò che è stato sanato negli anni, dall’innalzamento di muri, alle tombature, ai manufatti vari».
Ma ora, a seguito della recente alluvione, anche chi ha sanato potrebbe essere obbligato ad eliminare le opere fatte? Il 17 novembre scorso la Provincia ha emesso un’ordinanza che coinvolge i Comuni, per la realizzazione di interventi urgenti per il corretto deflusso delle acque. Potrà essere eseguita, oltre che ovviamente sulle opere abusive, anche in revoca alle autorizzazioni e concessioni rilasciate in passato qualora le stesse fossero riconosciute di ostacolo al ripristino di un corretto deflusso idraulico.
Ma si sta muovendo anche il governatore Rossi, spiega il sindaco. «Come futuro commissario, chiederà poteri (anche da delegare ai Comuni) per eliminare appunto i pericoli costituiti da opere che ostacolano i corsi d’acqua, non solo quelle autorizzate, ma anche quelle già condonate. I cittadini ovviamente potranno opporsi, ma l’orientamento è questo».
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