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Altolà ai sindaci “veterani” nei Comuni nati da fusione
Matteo Mastrini (Pdl) vede di buon occhio l’unione tra Podenzana e Tresana ma invita i futuri candidati a non ripresentarsi dopo il secondo mandato
TRESANA. Matteo Mastrini, giovane consigliere di opposizione nelle fila del Pdl, interviene in merito alla ventilata fusione tra i Comuni di Podenzana e Tresana, proposta bilateralmente dai rispettivi sindaci, Riccardo Varese e Oriano Valenti.
«La proposta del sindaco Varese di fondere Podenzana e Tresana - dice Mastrini - va ascoltata con attenzione, ma per aprire a qualsiasi ipotesi è necessario stabilire alcuni punti fermi. Personalmente sono favorevole a creare Enti locali più forti e capaci di rispondere alle esigenze dei cittadini, ma credo che al tempo stesso sia necessario un profondo rinnovamento della classe dirigente. La drammatica situazione che la Lunigiana sta vivendo dal punto di vista dei servizi, del dissesto idrogeologico ed occupazionale, impone la necessità di un nuovo modo di approcciarsi ai problemi, di affrontarli e di risolverli. È opportuno dunque selezionare la classe dirigente con più attenzione e penso ai tanti giovani e non a cui è preclusa una possibilità, a tutti coloro, molti laureati e preparati, molti altri dotati di straordinarie professionalità, i quali sono costretti a cercare altrove un’occasione. Sarebbe giusto quindi che i Sindaci giunti al secondo mandato, pur non avendo nulla di personale verso nessuno di loro, formalizzassero la loro volontà di non insistere in una candidatura resa possibile solo dalla creazione di un nuovo Ente. Il proprio contributo alla politica si può offrire in tanti modi e non necessariamente in ruoli amministrativi: di certo l’esperienza di molti di loro sarebbe un utile supporto a chi si volesse affacciare a questo mondo».
«Quanto alle proposte - prosegue Mastrini - Podenzana è senz’altro un Comune con il quale si possano condividere molti aspetti umani, sociali e geografici, ma credo che sia Licciana Nardi il naturale “continuum” di Tresana e viceversa. In ogni caso penso che a prevalere debba sempre essere la volontà popolare e che solo tenendo fede a essa gli amministratori possano rappresentare al meglio le istanze che provengano dalla Comunità: il risultato di eventuale referendum dovrebbe essere osservato fedelmente altrimenti sarebbe inutile coinvolgere i cittadini e poi, come spesso purtroppo avviene, seguire altre strade. E’ giunto il momento di rendere la partecipazione un aspetto sostanziale e non solo formale.(f.p.)
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