Il Tirreno

Tampona uno scooter e fugge ma viene riconosciuto in caserma

di Fabrizio Palagi
Tampona uno scooter e fugge ma viene riconosciuto in caserma

Pregiudicato ai domiciliari dopo l’incidente è andato dai carabinieri per fingere il furto dell’auto nello stesso momento è arrivata la postina che aveva investito poco prima e che lo ha poi denunciato

2 MINUTI DI LETTURA





SARZANA. Doppiamente sfortunato il 30enne sarzanese, tra l’altro vecchia conoscenza delle forze dell’ordine, rimasto coinvolto in un piccolo incidente stradale, le cui ripercussioni saranno per lui verosimilmente pesanti.

L’uomo, residente in centro città, nella mattinata di lunedì scorso è uscito dalla proprio abitazione per recarsi a fare alcune commissioni e, pare, sottoporsi a visite mediche. Sta di fatto che, poco dopo essre salito sulla propria auto, mentre percorreva via Cittadella, ha leggermente tamponato lo scooter di una dipendente delle Poste, intenta a svolgere la sua mansione di portalettere, appunto avvalendosi del mezzo messole a disposizione dall’amministrazione.

Subito dopo l’urto, per fortuna non grave, l’automobilista in questione ha pigiato l’acceleratore, di fatto allontanandosi dalla scena.

La malcapitata postina, finita sull’asfalto, ha subìto solo alcune escoriazioni e, dopo essersi un po’ ripresa, ha deciso di sporgere denuncia sull’accaduto, avviandosi dunque verso il comando compagnia dei carabinieri.

Frattanto, l’autore del tamponamento, poi datosi alla fuga, ha anch’egli deciso di presentarsi ai militari, ma non certo per senso di pentimento. Anzi. Ai carabinieri, l’uomo ha raccontato di essere stato...vittima del furto dell’auto, allo stesso tempo fornendo indicazioni sui fatti.

Ma, come certe volte accade, il diavolo fa le pentole e anche i coperchi. E così, mentre il 30enne snocciolava i dettagli del furto subìto, ecco arrivare negli stessi uffici anche la postina che poco prima era stata tamponata.

Alla vista dell’uomo, la postina ha esclamato: «È lui che mi ha investita».

A questo punto, i carabinieri hanno giustamente voluto vederci chiaro. Così hanno messo alle strette il 30enne che, tra l’altro, era agli arresti domiciliari per una precedente pena relativa a reati contro il patrimonio.

L’uomo è stato così costretto ad affermare le sue responsabilità, comprese quella di guida senza patente, dato che gli era stata tolta in precedenza, nonchè di mancata copertura assicurativa. In più, a carico del pregiudicato, la denuncia per fuga dopo incidente, omissione di soccorso, lesioni personali e simulazione di reato dato che, secondo i carabinieri, l’auto del 30enne non gli sarebbe stata rubata, bensì da lui nascosta per mascherare l’incidente. Sta di fatto che il mezzo non è stato sinora trovato, malgrado le ricerche dei militari.

Evidentemente non era giornata per il 30enne nativo di San Benedetto del Tronto, ma da anni residente in città, il quale è incappato in un doppio guaio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani