Il presidio
Il Comune dovrà pagare a 30 giorni tutti i fornitori
Dal primo gennaio entrano in vigore le nuove normative Paladini (Cna): «Gli interessi diventeranno quasi del 10%»
MASSA CARRARA. Dal 1 gennaio avranno 30 giorni per pagare i fornitori. Vale per la pubblica amministrazione che questa volta non avrà più scuse, ma vale anche per le imprese nel caso di transazione azienda-azienda salvo accordi diversi. Le nuove regole, frutto dell'approvazione del decreto legislativo che attua la direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 febbraio 2011 "relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento delle transazioni commerciali", erano attese da Cna che in più occasioni, nei mesi scorsi, aveva tirato per la giacchetta i ritardi «siderali e scandalosi» - anche di 180 giorni e fino a 300 giorni - della Pubblica Amministrazione locale.ù In particolare di alcuni Comuni che avevano mandato su tutte le furie la principale associazione degli artigiani. Le nuove regole scatteranno per le transazioni commerciali che si concluderanno dal 1° gennaio 2013 in poi. Un vuoto temporale necessario per dare tempo a tutti, Pubblica amministrazione in primis, di adeguarsi anche per quanto riguarda la "modulistica contrattuale e le "procedure interne di pagamento". «La cattiva prassi dei ritardi dei pagamenti sta facendo chiudere le imprese e licenziare i lavoratori - rilancia Dino Sodini, presidente provinciale Cna - i casi, nella nostra Provincia, si sprecano. E più volte l'abbiamo denunciato. Riguardano gli appalti pubblici ma non solo. E' diventata un'abitudine. Con il recepimento della direttiva comunitaria, una direttiva di giustizia, trasparenza e lealtà nei confronti di chi lavora e che Cna ha fortemente sostenuto, la Pubblica Amministrazione non ha più scuse».
Previste delle deroghe in particolare per Asl, ospedali e imprese pubbliche che possono portare a 60 giorni il termine massimo. Ma anche tutte le altre Pubblica Amministrazioni potranno accedere a questa deroga nel caso "eccezionale" in cui l'eventuale proroga sia giustificata "dalla natura o dall'oggetto del contratto" oppure dalle "circostanze esistenti al momento della sua conclusione". In ogni caso, il nuovo limite dovrà essere pattuito "in modo espresso". A differenza di quanto accadeva fino ad oggi, con l'ingresso della direttiva in caso di ritardo ci saranno delle sanzioni: i comuni dovranno pagare gli interessi di mora. Gli interessi scatteranno automaticamente dal giorno successivo alla scadenza del termine del pagamento senza che sia necessaria la costituzione in mora (vale a dire la la richiesta scritta al debitore di adempiere all'obbligo). «Gli interessi saranno calcolati - commenta Manuela Paladini, responsabile Provinciale Edili Cna - con una maggiorazione di 8 punti percentuali sul tasso fissato dalla Banca centrale europea: in sostanza si aggireranno intorno alla soglia del 10%. Per le imprese invece ci sarà maggiore libertà contrattuale: oltre a concordare l'entità degli interessi moratori potranno decidere, pattuendolo per iscritto, anche di superare la soglia massima dei 60 giorni per pagare. Ma se da un lato la novità è moltoapprezzata, dall'altro ci sono alcuni interrogativi ancora tutti da svelare: il Patto di Stabilità che di fatto "vincola" risorse e la scarsa liquidità delle casse comunali. Il rischio è l'effetto boomerang: il blocco delle forniture e dei servizi. In parole povere: senza denaro nelle casse o disponibile per far fronte alle spese nei termini previsti di legge, le Amministrazioni sarannoobbligate a non eseguire lavori o servizi. Un black-out che sarebbe devastante.
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