«Crediti scolastici come giusto premio agli angeli del fango»
Lettera aperta di Paolo Arpagaus ai dirigenti scolastici «Un segno per dire grazie ai nostri meravigliosi ragazzi»
MASSA. Riconoscere dei crediti scolastici ai ragazzi che in questi giorni non hanno esitato a gettarsi a brandire pale e secchielli e gettarsi nel fango per aiutare le famiglie alluvionate.
E’ un gesto non solo simbolico quello che chiede in una garbata lettera aperta Paolo Arpagaus, presidente di Confesercenti, anche lui con lo scantinato allagato. E lo fa dopo aver letto le dichiarazioni del sindaco del liceo classico Luigi Bianchi tese, diciamo così, a regolamentare la spinta volontaristica dei ragazzi. Ci sono tanti minorenni, ci sono tutele, c’è il bisogno delle giustificazioni. Buone ragioni, senza dubbio in questo richiamo all’ordine. Ma il cuore? Dove lo mettiamo il cuore?
«I ragazzi sono stati testimoni di solidarietà, nel dare un aiuto ma anche nel ricevere dalle vittime dell'alluvione un panino, una maglietta asciutta, un passaggio in auto…..un grazie - scrive Arpagaus - Tutto questo li ha resi migliori, più consapevoli, più formati , credo che a nome anche dei tanti alluvionati la scuola debba un riconoscimento a questi ragazzi, simbolico, ma di grande valore morale, perché non riconoscere ai ragazzi che hanno partecipato alle iniziative di volontariato dei crediti scolastici, come quelli che vengono riconosciuti per le diverse attività didattiche?Un piccolo gesto, un segno per dire grazie ai nostri meravigliosi ragazzi».
Anche Alessandra Brenzini e Patrizia Fazzi (genitori e insegnati) sono orgogliose di queste ragazzi.
«Li chiamano “ angeli del fango” e questi “angeli” sono i nostri ragazzi. I nostri figli, i nostri alunni, dei quali andiamo fieri per la forza e il coraggio che li distingue, per il grande cuore che oggi è uscito fuori e si è palesato in questo immenso gesto di solidarietà.
I nostri ragazzi sfaticati e immaturi, paninari e rocchettari che accusiamo di pensare solo alla Serie A, oggi sono con pala e piccone dalla mattina alla sera ad aiutare ! - scrivono - E i nostri ragazzi, se per trenta giorni dimenticano la coniugazione di vis roboris o il paradigma di eo, is, ivi itum ire... non saranno mai dei “ pover'uomini”! Perchè quello che la vita gli da' in questi giorni della scelta fatta nell'agguantare una pala a due mani e non per fracassarla in testa ad un avversario sugli spalti di uno stadio, ma per aiutare una famiglia a dissotterrare la casa distrutta dal fango di un'alluvione, vale più di mille lauree coronate d'alloro. E la testa dei nostri ragazzi, figli e scolari, oggi è coronata dell'alloro più puro che solo la laurea della solidarietà può dare.«Grazie ragazzi! Grazie per quello che oggi fate!»
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