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Mirteto: le difese danno la colpa alla vittima
Ecco perché il giudice De Mattia ha chiesto una perizia supplementare su via Montalbano
MASSA. Aldo Manfredi, l’autotrasportatore morto nella frana di via Montalbano la sera del 31 ottobre 2010, il giorno prima dell’incidente che gli è costato la vita era salito sulla collinetta e aveva sistemato un tubo di plastica, con un raccordo a gomito, per convogliare le acque e farle finire lontano dalla sua abitazione, scaricando nel fosso. Secondo i ctp Tinelli (ingegnere) e Piccinini (geologo) i periti dei pm Rabitti (ingegnere) e Sommaruga (geologo) sbagliano a dire che è stata la frana a rompere la tubazione. Anzi per loro è avvenuto l’esatto contrario: « Con riferimento alla tubazione in pvc - scrivono Tinelli e Piccinini - si ritiene che i periti abbiano completamente omesso di valutare l'importanza che questa ha svolto nell'innesco della frana che ha ucciso Aldo Manfredi. Non solo i consulenti tecnici della procura oltre a non descrivere la funzione assunta dalla tubazione di cui sopra non hanno relazionato sul fatto che si trattasse di un opera artigianale realizzata da terze persone e che nessun legame vi fosse con le opere eseguite dalla ditta Rebecchi per conto del Comune di Massa».
Non solo: «Appare importante evidenziare che la tubazione in pvc ritrovata sui luoghi oggetto di causa costituiva un'opera, seppur artigianale, di regimazione idraulica delle acque superficiali defluenti lungo quel tratto di versante. Come visionabile nel filmato dei periti dell’accusa tale tubazione era stata "ancorata" alla scalinata mediante delle funi che legavano la stessa a dei pali di legno che costituiscono l'ossatura della scalinata. La tubazione , risulta alloggiata, a mezzo di spezzoni tra loro raccordati, sui sottostanti scalini tramite dei cunei di legno che servivano per correggere le irregolarità della scalinata oltre che ottenere una certa linearità dell'opera». Le foto allegate accompagnano la lettura della controperizia. In una delle immagini si vede proprio Manfredi mentre è intento ad ancorare il tubo.
E concludono: «Venendo alle cause della tragica frana si ritiene, in netto disaccordo con i consulenti della procura, che la causa scatenante del movimento franoso del 31 ottobre vada ricercata nell'erosione al piede del versante operata dall'acqua in pressione fuoriuscita accidentalmente dal tubo in pvc sfilato all'altezza del gomito sopra indagato. È infatti verosimile asserire che, in mancanza di un appropriata saldatura del gomito, la forza del getto d'acqua in pressione all'interno della tubazione in pvc (prodottasi dalle abbondanti precipitazioni che hanno caratterizzato l'evento pluviometrico del 31 ottobre) abbia prodotto lo sfilamento del sottostante raccordo favorendo così la fuoriuscita d'acqua».
Sommaruga e Rabitti sono al lavoro per presentare le loro controdeduzioni. Il gup deciderà a fine dicembre.
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