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Pala, stivali e solidarietà: 150 angeli del fango in aiuto degli alluvionati
I ragazzi (e alcuni politici) rispondono in massa all’appello del Comune Ieri volontariato a Romagnano, stamani si replica a Ricortola
MASSA. Hanno mani avvezze a digitare su una tastiera e polpastrelli usi a scivolare su e giù sul display dell’Iphone. Da ieri quelle mani affondano ruvide pale nel fango di Romagnano e si passano i secchi da dentro le cantine. Il piccolo esercito della salvezza – un centinaio di ragazzi e ragazze – radunato in quattro e quattr’otto dal Comune ieri con un appello sul sito Internet è all’opera dalle 15.30.
Sono quasi tutti studenti delle superiori, in libera uscita per lo stop alle lezioni ordinato dal sindaco – che durerà anche oggi – e universitari di Massa e dintorni. Tra di loro, anche una decina di consiglieri comunali, tutti armati di secchio e pala. E ribattezzati subito gli “angeli del fango”.
«Ho visto l’annuncio stamani su Internet e sono venuto», spiega Marco, 24 anni, studente di ingegneria. «Se fossi nella loro situazione – aggiunge il collega di studi, e coetaneo, Giacomo, avrei piacere che qualcuno venisse ad aiutarmi. Per questo sono qui».
Chiara, che studia per diventare estetista, è più giovane di un anno e proprio oggi festeggia il suo ventitreesimo compleanno. Lo passerà a spalare fango. «Ci aspettiamo un casino – spiega – ma siamo contenti di dare una mano. Abbiamo già fatto i volontari, non per togliere il fango, però».
Alle 15 in punto si radunano sotto il portico del municipio. Il coordinatore della Protezione civile, circondato da diversi amministratori – sindaco, vicesindaco e alcuni assessori – sale sul camioncino e li istruisce. La base sarà via Cocombola, la strada che prende il nome dal torrente che ha causato il disastro. «Appena avete finito la vostra zona, venite in via Cocombola che ci sono altre zone da coprire», spiega.
Col sindaco definisce al volo le zone da dove cominciare indicandole su una cartina. Poi arriva un autobus arancione che spalanca le porte e ne inghiotte metà dei poresenti. Li scarica in via Cocombola e poi torna a prendere gli altri.
A Romagnano gli studenti, vestiti delle loro felpe colorate e degli stivali comprati all’ultimo minuto, diventano davvero degli “angeli del fango”. La gente li accoglie come dei salvatori. «Menomale che ci sono loro», è l’unanime commento degli abitanti. «Gli faccia una foto, fotografi loro – dice un uomo al fotografo de Il Tirreno – perché se lo meritano davvero». Ragazzi e ragazze spalano senza risparmiarsi fino all’imbrunire. Poi risalgono sull’autobus e tornano a casa. Oggi si replica nella zona di Alteta fino al mare. Chi vuole dare una mano si presenti alle 9 sotto al comune con pala e stivali: il lavoro non manca. (f.f.)
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