L’sos di Confartigianato: non uccidete l’economia
Il segretario generale Gianfranco Oligeri presenta cinque proposte sotto un unico slogan-manifesto, l’appello è di non trascurare le imprese
CARRARA. «Un manifesto politicamente molto importante», così ha definito quello presentato ieri il presidente provinciale di Confartigianato Gianfranco Oligeri confidando nella possibilità che la politica locale lo faccia proprio e lo porti in Parlamento.
«Trascurando le imprese si uccide l’economia», questo il titolo di un documento che si articola in 5 punti sostanziali che mirano a sottolineare quelle che sarebbero divenute ormai reali emergenze per le imprese.
Il sistema italiano infatti andrebbe a colpire particolarmente le piccole e micro imprese, delle quali è costituita in gran parte la penisola e in particolar modo proprio la provincia di Massa-Carrara.
«In un tessuto già debole come quello provinciale l’ulteriore appesantimento del sistema sia fiscale che burocratico rischia di uccidere realmente tutta l’economia del territorio», sottolinea Oligeri, esprimendo al contempo soddisfazione per quella che può a ragione considerare una vittoria personale: se fonte di grande preoccupazione per le imprese sono i ritardi nei pagamenti pubblici, dove le Amministrazioni hanno dai 92 ai 664 giorni di tempo per saldare i conti, «Nel dicembre scorso - spiega Oligeri - durante un tavolo ministeriale, ho esposto la problematica e fortunatamente sono stato ascoltato: una nuova normativa, quella che equipara l’Italia agli altri Paesi europei, ovvero non più di 30/60 giorni attesi per il pagamento, sarà recepita a giorni. Unica ma pesantissima nota dolente, l’esclusione del settore edile dalla nuova normativa. Si tratta di un aspetto molto grave - sottolinea Oligeri - e chiarissima è la celata motivazione: non mettere in discussione il patto di stabilità».
Stessa fortunata sorte per la seconda richiesta, recepita in ottobre: sotto i 2 milioni di fatturato il pagamento dell’Iva avverrà solo dopo che la ditta l’avrà realmente incassata.
E il manifesto chiede al Governo anche altre vitali modifiche atte a ricreare la filiera del consumo e a combattere il lavoro nero.
Sburocratizzare: la burocrazia infatti rappresenterebbe una tassa occulta che costerebbe alle imprese italiane ben 26 miliardi l’anno. Si chiedono insomma delle vere politiche di semplificazione.
E ancora, si chiede di ridurre l’incidenza del costo del lavoro rivedendo le aliquote degli istituti previdenziali.
La Confartigianato, nel suo manifesto, sollecita anche una riduzione del carico fiscale che in Italia ha raggiunto il 68,6%, ben 20 punti in più rispetto alla Germania. «Per questo - si sottolinea - bisogna dire basta ad un fisco opprimente e una burocrazia ottusa. Via l’Irap per le micro imprese, giù l’Imu per gli immobili produttivi.
Si chiede che le pubbliche amministrazioni paghino più celermente.
Infine, il costo dell’elettricità: le aziende italiane pagano 10,1 miliardi in più, dato che il fisco gonfia del 21,1% la bolletta delle imprese.
Ma c’è anche un’altra proposta che Oligeri ha fatto di recente al Ministro Corrado Passera e che spera venga recepita: trattare le manutenzioni commissionate da privati nelle abitazioni come quelle riguardanti le energie rinnovabili detraibili per il 55%.
Barbara Monaco
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