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«Senza spiaggia muore tutto il turismo»
Albergatori e Ageparc preoccupati. Confesercenti: superare i ritardi. L’Idv: progetto inconsistente
MASSA
Si accende il dibattito sulle sorti del litorale.
Gli albergatori. «Certo che siamo preoccupati: i danni sul litorale sono un danno per l’intera comunità e per tutto il comparto turistico, che al 90% è basato sul mare. E noi albergatori non possiamo restare indifferenti: meno spiaggia, meno turisti, meno lavoro per tutti in un settore che, ricordiamolo, occupa oltre 4mila persone». Claudio Lotto, presidente di Confcommercio-Albergatori segue da vicino il problema erosione che, dice, «danneggia anche l’immagine della costa. La spiaggia non è dei balneari, è di tutti, e tutti dobbiamo difenderla. Anche perchè, mi pare chiaro, gli interventi finora fatti sono serviti a poco».
I camping. Sulla stessa linea Gianni Mussi, presidente di Ageparc, l’associazione dei titolari dei camping. «Qui alla Partaccia la mareggiata non ha avuto effetti devastanti; la spiaggia, comunque, sembra un bosco da quant’è piena di tronchi. Aldilà di questo, va detto che il problema dell’erosione riguarda l’intero comparto turistico. Da osservatore esterno, vedo che le opere fin qui eseguite non sono state efficaci, è il solito problema di incompetenze-incomprensioni che blocca il territorio. Occorre cambiare rotta, il progetto andava cambiato prima».
Confesercenti. Per Alessandro Cerrai, direttore Confesercenti, i danni provocati dalla mareggiata «confermano la gravità della situazione, una vera emergenza che oltre a mettere in ginocchio le imprese balneari, rischia di danneggiare tutto il sistema turistico. È fondamentale quindi, oltre a riconoscere lo stato di emergenza, che le Istituzioni, in tempi celeri, mettano in atto tutti gli interventi necessari per superare i ritardi, modificando scelte che non si sono rilevate adeguate per affrontare l'erosione».
L’Idv. «A volte si sbaglia ma perseverare in scelte sbagliate – dice invece Galeano Fruzzetti coordinatore dell’Idv – è diabolico. La mareggiata ha mandato in frantumi le ultime pie speranze di un progetto inconsistente. Di fronte a tanto scempio il nostro rigore etico ci impone di evitare polemiche sulle responsabilità tecniche e politiche, evidentissime. Oggi occorre lavorare velocemente per trovare nuove soluzioni reali e tangibili, a partire dall'immediata messa in sicurezza del litorale.
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