Il Tirreno

Portava la figlia di 12 anni al night: padre condannato

Non ha pagato alla figlia (ora parte civile) 4 anni di alimenti Una pena esemplare: 6 mesi di reclusione e 10mila euro

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CARRARA. Non ha versato per quattro anni l'assegno di mantenimento alla figlia. Non solo, secondo quanto raccontato dalla ragazzina nella sua drammatica testimonianza in tribunale, l’uomo avrebbe anche dimenticato i suoi doveri di padre: «Quando avevo 12 anni le poche volte che mi veniva a prendere mi ha portato con lui al night».

Una storia delicatissima che ieri ha avuto un epilogo nell’aula di giustizia: il giudice Cosimo Maria Ferri ha condannato il genitore non solo per il mancato pagamento degli alimenti, ma anche per aver abbandonato al figlia.

La condanna a suo carico è di sei mesi di reclusione e del pagamento di una provvisionale di 10mila in favore della figlia che si è costituita parte civile nei confronti del padre. Non solo, la sospensione della pena è stata vincolata dal giudice al pagamento: in sostanza o paga o finirà in carcere.

Una condanna pesante ed esemplare.

Il giudice Ferri ha inflitto al padre finito sul banco degli imputati, una pena più pesante rispetto a quella richiesta dal pm Rapelli, che era stata quantificata in 2 mesi di reclusione e 600 euro di multa.

Il giudice ha accolto, in parte, la richiesta di provvisionale di 30mila euro avanzata dalla figlia, parte civile, rappresentata dall’avvocato Menconi.

«Lo so che tale cifra può sembrare esagerata - ha detto nella sua arringa l’avvocato Menconi - Ma è più che giustificata dal fatto che per anni questo padre non si è sottratto solo all’obbligo giuridico di versare l’assegno di mantenimento, ma anche a quello genitoriale di crescere la figlia. Le uniche volte che andava a prenderla, e lo ha dichiarato lei stessa era per portarla nei night club. E, soprattutto, l’ha lasciata sola nei momenti più delicati, quelli della crescita».

Il legale Simone Barbieri, che assiste il padre della ragazzina ha fatto un passaggio particolare sulla vicenda del night: «Se questo fosse vero bisognerebbe chiamare in causa i gestori di night club che facevano entrare una ragazzina di 12 anni».

E proprio lei, la figlia, ora non più dodicenne che si è costituita parte civile nei confronti del padre era lì, in aula, ad assistere alla sentenza in piedi, e in prima fila, accanto al suo legale.

Si è chiusa con una condanna una vicenda che parte da una separazione complicata e da rapporti familiari piuttosto tesi.

Sul banco degli imputati un padre sotto accusa perché, non si è preoccupato di versare il mantenimento della figlia, mentre frequentava night e si dava alla bella vita nei ristoranti, sempre con giovani donne accanto. Avrebbe cominciato a firmare gli assegni per la figlia solo dall'ottobre del 2011 quando la vicenda è approdata in tribunale.

Ma il processo è andato avanti lo stesso , e la figlia ha continuato ad avanzare le sue richieste nei confronti di un padre ritenuto assente: «Non solo dal punto di vista economico - ha ripetuto davanti al giudice la giovane. Ma anche, e soprattutto, da quello affettivo».(a.v.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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