Il Tirreno

I sindaci di Fivizzano e Aulla lanciano la proposta: un unico Comune

I sindaci di Fivizzano e Aulla lanciano la proposta: un unico Comune

L’obiettivo, poter accedere ai finanziamenti e alle agevolazioni previste

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FIVIZZANO. Il sindaco di Fivizzano Paolo Grassi con il collega di Aulla Roberto Simoncini vogliono accorpare i due Comuni. La scorsa mattina sono riuniti ad Aulla, i sindaci di Aulla, Casola, Fivizzano, Fosdinovo e Podenzana. Presente anche il presidente dell'Uncem Toscana, Oreste Giurlani e numerosi assessori e consiglieri degli stessi Comuni. Nel quadro condiviso di un rafforzamento dell'Unione di Comuni e all'interno di un Progetto territoriale per la Lunigiana, i sindaci di Aulla e Fivizzano, alla fine dell'incontro hanno lanciato la proposta di avviare un percorso partecipato che porti alla creazione di un nuovo Comune unico che unisca i due territori confinanti.

La proposta lanciata da Paolo Grassi e Roberto Simoncini, è stata pensata come utile risposta alle irreversibili trasformazioni in atto. «Nasce - si legge in un documento congiunto dei due sindaci - dalla condizione di sempre maggiore criticità in cui si trovano i Comuni a seguito dei tagli ai trasferimenti e al rapido mutamento del quadro istituzionale che vedrà a breve nuove Province in area vasta e nuove funzioni che verranno inevitabilmente trasferite ai Comuni». Per Grassi e Simoncini la fusione proposta consentirebbe di avere una struttura Comunale, con risorse umane adeguate e razionalizzate, in grado di dare migliori risposte ai cittadini e alle imprese, «con un più efficace utilizzo delle sempre più scarse risorse finanziarie che ormai, per oltre il 70% per cento provengono dai cittadini che risiedono o hanno immobili nei nostri territori. Nuovi tagli sono stati fatti con il Decreto sulla revisione della spesa - proseguono i due sindaci - un'altra manovra e nuovi tagli agli enti locali sono attesi entro l'anno. Il sistema locale è ormai a un punto di rottura reale».

Dunque la fusione consentirebbe di utilizzare le importanti risorse che lo Stato eroga per dieci anni ai Comuni che si fondono, pari al 20% dei trasferimenti erariali attribuiti per il 2010 (che ammontano complessivamente a oltre 10 milioni di euro) e che anche la Regione Toscana ha previsto per cinque anni per i nuovi Comuni nati dalle fusioni per 250 mila euro annui per ogni Comune. Insomma per Grassi e Simoncini la proposta, certamente forte, «è voluta nella consapevolezza di poter dare una risposta adeguata ai cambiamenti epocali che stanno investendo le nostre comunità, con la speranza di poterla allargare ad altri Comuni limitrofi».

Marco Landini

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