I consiglieri costano 13mila euro al mese
Micheloni ha chiesto e ottenuto i dati: in tre mesi, solo Conserva supera i 2mila euro: «Ma c’è chi è sempre assente»
CARRARA. Poco meno di 39mila euro, circa 13mila euro al mese di media: ecco quanto costa il consiglio comunale. I consiglieri come noto sono a gettone (55,8 euro per la commissione, 92,96 per il consiglio), il presidente Luca Ragoni ha un’indennità fissa. Il consigliere provinciale Cesare Micheloni ha chiesto e ottenuto i dati relativi ai primi tre mesi (giugno, luglio, agosto). Nella classifica di chi ha “guadagnato” di più troviamo Roberto Conserva dei socialisti al primo posto, l’unico che supera i duemila euro in tre mesi; al secondo posto Carlo Boni, al terzo a pari merito Matteo Martinelli del Movimento 5 Stelle e Simonetta Corsi del Pd. Dai compensi, si ricavano anche le presenze in commissione e consiglio comunale.
«Il primo dato che balza agli occhi - spiega Micheloni - è quello relativo a un consigliere comunale eletto nella maggioranza, quasi mai presente alle commissioni consiliari. Per gli altri, non vedo grosse defezioni; comunque, si tratta di mesi estivi e quindi ci sta che siano assenze fisiologiche, per motivi di ferie o altro. Mi chiedo: ma questo consigliere ha intenzione di continuare a proseguire nella sua esperienza, o forse è il caso che si dimetta? In questi giorni si fa un gran parlare dei costi della politica, ed è giusto che se ne parli, ma la presenza alle commissioni non è un costo, semmai un contributo che il consigliere dà alla collettività. Forse - osserva Micheloni - bisogna iniziare a parlare dei mancati guadagni della politica: troppo spesso chi si propone per delle cariche, poi non è presente e non dà il suo contributo all’amministrazione della città.
Ad esempio vorrei sapere perché un altro consigliere non partecipa alla commissione bilancio». Un commento anche sul Movimento 5 Stelle: «In merito ai grillini, vorrei dire che chi fa tanta demagogia sul volontariato in politica, chi dice che gli incarichi e le nomine dovrebbero essere senza compenso, o con riduzione dei compensi, perché non lo fa anche qui? Sia chiaro, io non sono d'accordo su questa linea portata avanti da Beppe Grillo, a chi fa politica deve essere riconosciuto in modo congruo un riconoscimento economico, per il tipo di lavoro e per le responsabilità, come è assurdo che un consigliere regionale guadagni molto di più di un sindaco di una città come Carrara o Massa. Ma insomma, evitino la demagogia. Più che le dirette televisive dei consigli comunali, bisognerebbe rendere pubblici tutti gli atti, e in particolare l'anagrafe degli eletti e soprattutto le determine dirigenziali. Quindi, anche a loro chiedo che si impegnino per far sì che tutti i cittadini possano trovare sull'albo pretorio, come prevede la legge, le determine dirigenziali».
E al presidente Luca Ragoni chiede di adoperarsi perché i consiglieri rispettino il mandato ricevuto e partecipino a consigli e commissioni. (m.b.)
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