Il presidio
Aulla, un anno dopo Fanno ancora impressione le scuole medie abbandonate
Il punto sulla ricostruzione: il più dovrà essere fatto nelle ex aree ferroviarie ma intanto molti negozi hanno riaperto e 403 auto sono state risarcite
AULLA. Domani sarà trascorso un anno dall’alluvione. Qualcosa è stato fatto, molto resta da fare, in particolare dal punto di vista del decoro urbano. Infatti, basta fare un giro per Aulla per rendersi conto che le ferite inferte dal fiume Magra sono ancora ben visibili, soprattutto negli scantinati e nei garage, nei parchi pubblici come la Camilla, in alcune piazze. Ma i simboli più evidenti sono le scuole medie alla confluenza fra il fiume Magra e il torrente Aulella, lasciate all’abbandono, e il cinema – teatro “Città di Aulla”, che fa ancora spavento se si pensa che lì doveva radunarsi la popolazione nel caso in cui si fosse attivato il vecchio piano di Protezione Civile. Sarebbe stata un’ecatombe.
Come forse è giusto che sia, ci si è lasciati alle spalle tutto il dolore di quei giorni per tornare a guardare al futuro, anche se ora si scruta il fiume Magra con occhi diversi e l’inquietudine quando piove forte è palpabile.
Ma se tante persone sembrano preoccuparsi più che altro della presunta ghiaia in eccesso nell’alveo del fiume e della vegetazione che vi cresce rigogliosa e indisturbata, accusando i “verdi” di non volere alcun intervento, sicuramente sono meno quelli a cui viene in mente che forse una delle cause del disastro che ha provocato due morti, è rappresentata dal fatto che la parte nuova di Aulla, quella fra via Resistenza e viale Lunigiana, è adagiata, con i suoi palazzi, sulle aree golenali del fiume Magra.
D’altronde, basta andare a ripescare alcune foto ingiallite del secondo dopoguerra per rendersi conto che di lì passava il fiume. E poi un Magra così non si era mai visto. Davanti agli occhi passa nuovamente lo spettro della diga di Teglia. Ma rimaniamo ad Aulla.
Come accennato, qualcosa è stato fatto, in particolare sul versante dei risarcimenti economici, finalizzati a favorire il ritorno alle normali condizioni di vita e veicolati, soprattutto, dalla Regione Toscana, che aveva a disposizione 80 milioni di euro, 25 milioni dei quali provenienti dalla Protezione Civile nazionale, mentre il restante è stato ottenuto dalle accise regionali sulla benzina (quasi 30 milioni di euro) e da fondi regionali (poco più di 25 milioni di euro).
Fiume Magra. Per il consolidamento dell’argine esistente sono già stati spesi 244mila euro, denaro che è servito per la collocazione di traversine di acciaio a rinforzo, mentre per il ripristino dell’equilibrio sedimentologico del letto del fiume, i cui lavori sono attualmente in corso, occorrono 850mila euro; il costo totale per la sistemazione definitiva sarà di 5 milioni di euro, visto che i lavori per il nuovo argine, che sarà più alto dell’attuale, devono ancora iniziare.
Aree ferroviarie dismesse. E’ qui che sorgerà la Aulla del futuro, con la delocalizzazione delle scuole, delle case popolari di quartiere Matteotti, del poliambulatorio: in questo caso, la spesa complessiva ammonta a 51 milioni di euro, cifra che comprende anche l’acquisto e la bonifica delle aree, oltre che la realizzazione di una palestra; per ora nelle aree si trovano i container che ospitano gli alunni delle scuole elementari e medie.
Abitazioni. 113 sono quelle danneggiate per un danno complessivo di 2 milioni e 473mila euro, mentre quelle risultate distrutte o non agibili, per un danno di 1 milione e 425mila, sono state 14; subito dopo l’alluvione per accogliere gli sfollati in albergo sono stati spesi 270mila e 275 euro, di cui hanno beneficiato 86 nuclei familiari: di questi 72 nuclei familiari hanno poi goduto dell’erogazione di 127mila e 556 euro per la cosiddetta “autonoma sistemazione” in affitto, attraverso l’assegnazione di un contributo per ogni componente del nucleo familiare; per i traslochi sono stati erogati 28mila euro.
Attività commerciali. 235 sono state le attività commerciali che hanno rialzato le saracinesche ad essere ammesse a finanziamento da parte di Fidi Toscana, per un totale di 10 milioni e 722mila euro già a disposizione: per ottenere il risarcimento occorre rendicontare attraverso la presentazione delle fatture entro il prossimo 31 maggio.
Imposte. I proprietari di case andate distrutte non pagano l’Imu, mentre le aliquote sono state ridotte per i proprietari di case danneggiate; per quanto concerne la Tarsu, invece, sono stati sgravati 650 locali adibiti a cantine e garage, 317 locali per attività commerciali e 50 abitazioni; ridotta del 50% la Cosap; esentati dal pagamento di mense e trasporti scolastici le famiglie evacuate dalle loro case.
Donazioni. Si tratta di quelle gestite dal Comune di Aulla, che hanno consentito a 57 famiglie di riacquistare i mobili all’interno delle case invase dall’acqua e dal fango, per un totale di 268mila e 750 euro; con i soldi avanzati, circa 50mila euro, è stato appena emesso un bando per dare qualcosa anche alle poche attività commerciali che non sono riuscite a riaprire.
Automobili. 403 i risarcimenti finora erogati per un totale di circa 1 milione e 198mila euro di provenienza regionale.
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