Il presidio
«O gli appartamenti o non faremo l’hotel»
Parla Filippo Nardi: ecco perché i lavori al Mediterraneo si sono bloccati «Il progetto legato a porto turistico e water front: non siamo speculatori»
CARRARA. «Se non si riduce l’onere economico (15 milioni di euro) del progetto, mettendo in vendita i 26 miniappartamenti previsti sul retro dell’edificio, il Mediterraneo non potrà essere realizzato».
A fare chiarezza, una volta per tutte, è l’amministratore delegato della Porto spa Filippo Nardi. Dopo le polemiche, le accuse, il braccio di ferro con il Comune, la Porto spiega come stanno le cose. E soprattutto a che punto è il progetto Meditteraneo. Partendo da una considerazione: il cantiere in via Genova è fermo. Ed è destinato a rimanere bloccato a lungo.
Nardi: così volevamo ridisegnare Marina. Parla chiaro l’ad della Porto spa. E comincia dall’inizio, da quel progetto Mediterraneo firmato dall’architetto Mario Botta destinato a ridisegnare una parte importante di Marina, e finito con un grande spiazzo vuoto, con solo la gettata di cemento e le fondamenta.
«Quello del Mediterraneo era un progetto della Porto, legato però ad altre due grandi opere, il water front e il porto turstico - ha spiegato Nardi alla platea della sala Garibaldi durante il dibattito della nuova Ttnews - Quando abbiamo rilevato l’hotel insieme alla contigua casa del portuale, era una struttura fatiscente e, dal punto di vista economico, continuamente in perdita. Abbiamo immaginato, insieme all’Autorità portuale una rivoluzione per Marina, partendo dalla valorizzazione del quadrilatero attorno al Mediterraneo, con un albergo veramente bello, affidato ad un architetto come Botta. Poco più in là sarebbe partito il water front, per congiungersi con il porto turistico. Si trattava, in sostanza, di un unico progetto, anche se le competenze non erano di un unico soggetto».
Ma il disegno che avrebbe dovuto rivoluzionare Marina si è bloccato. O meglio, per usare le parole di Nardi, «si è disfatto».
«Il porto turistico con la bocciatura del nuovo piano regolatore del porto, ad opera dell’assessore Conti e dell’allora ministro Matteoli si è arenato - ha sottolineato - Per quel che riguarda il water front, invece, si tratta di responsabilità locali: mi auguro che l’Autorità portuale possa recuperare almeno una parte dei 26 milioni che ci siamo fatti scappare. Il progetto di ora comunque è tutta un’altra cosa rispetto al precedente: si tratta di uno spartitraffico con una rotatoria oltre il Carrione, solo questo».
«Ecco perchè non facciamo l’albergo». Nardi ha toccato il tasto dolente: il futuro di quel cantiere aperto nel cuore di Marina, laddove dovrebbe sorgere il nuovo hotel.
«Il Mediterraneo ha perduto, lungo il camion due parti fondamentali del progetto complessivo in cui era inserito - ha sottolineato l’ad della Porto spa - Doveva essere un albergo a 4 stelle, ma il fatto è che i turisti non vanno nei posti per gli hotel, ma per quello che c’è attorno. Se contiamo solo sulle fiere, pensando di fare il tutto esaurito, arriveremo a 10mila presenze, contro le 50mila previste. E dopo? Come si può pensare di mantenere l’equilibrio economico. Certo con il porto turistico sarebbe stata tutta un’altra faccenda». Ma i motivi che hanno bloccato i lavori al Mediterraneo non sono solo questi.
«In mezzo a tutti questi progetti naufragati c’è piombata addosso la crisi quella con cui tutti siamo stati chiamati a fare i conti - ha proseguito Nardi - E siccome il Mediterraneo ha settanta camere, e sul retro ci sono 26 mini appartamenti (le Rta) abbiamo chiesto di poterli mettere in vendita per ridurre l’impatto economico e finire di realizzare l’hotel».
«Ci hanno chiamato cementificatori e speculatori». Filippo Nardi si toglie qualche sassolino dalla scarpa: «Quando abbiamo proposto la vendita delle Rta ci hanno dato dei cementificatori, degli speculatori - conclude Nardi - Ma il fatto è che se non si riduce l’onere economico il Mediterraneo non si può fare».
«Noi poteri forti? È una copertura delle amministrazioni quando non riescono a risolvere i problemi». Nardi prende di petto anche una questione che, in città, puntualmente rimbalza, quella dei poteri forti, e con cui spesso vengono indicati i vertici della Porto spa.
«I poteri forti? È una copertura che usa la classe politica quando non riesce a risolvere i problemi e quando non agevola chi ha voglia di lavorare. Le istituzioni locali dovrebbero pensare a dare una mano alle imprese e alla produzione- ha ribadito l’amministratore delegato della Porto spa - è questo che farebbe crescere il territorio».
Insomma Filippo Nardi non le manda davvero a dire.
Non cita mai direttamente il Comune, ma i riferimenti, dal blocco del progetto Mediterraneo legato - a suo parere - ai ritardi del porto turistico e del water front, alla questione dei poteri forti, sono più che eloquenti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
