Meteo
Primarie, Sel frena: «Meglio l’accordo su un candidato»
MASSA. Rischio ingorgo primarie a Massa? Gli elettori del centrosinistra o, almeno quelli del Pd chiamati al voto anche otto volte in meno di sei mesi? Sì, forse. Ma potrebbe anche succedere il...
MASSA. Rischio ingorgo primarie a Massa? Gli elettori del centrosinistra o, almeno quelli del Pd chiamati al voto anche otto volte in meno di sei mesi? Sì, forse. Ma potrebbe anche succedere il contrario: che le primarie pere scegliere il candidato sindaco di Massa non si faranno.
Il fatto è che tutte le forze politiche le invocano e le annunciano; tutti si dicono disponibili a fare. In realtà, però, nessuno le ha ancora convocate. A farlo dovrebbe essere il “tavolo” del centrosinistra, che ad oggi non è neanche ben chiaro come sarà apparecchiato. E in politica tra gli annunci e quanto poi si realizza davvero c’è sempre una bella distanza. Distanza che aumenta quando alcune di quelle forze lavorano pere allontanarle. Così le primarie ritornano solo una delle possibilità in campo. Un’ipotesi, un’eventualità.
Carlo Paolini, segretario provinciale di Sinistra Ecologia e Libertà non ne fa un mistero: per lui «è meglio» trovare un candidato unico, scelto dai partiti della coalizione.
«Le uniche primarie sicure – dice – sono quelle che sono state indette a livello nazionale per scegliere tra Bersani, Renzi, Vednola ecc. Qui la situazione è più complessa perchè ci sono state rotture nel campo del centrosinistra che ancora devono essere ricomposte. Il sindaco Pucci ha dichiarato da tempo con convinzione che è disponibile a fare un passo indietro rispetto alla sua candidatura se l’attuale maggioranza con il Pd trova una convergenza programmatica e un candidato condiviso. Da quella disponibilità di Pucci si deve ripartire».
E Paolini è convinto che gli spazi per trovare questa convergenza ci sono. E anche i nomi: «Ci sono senz’altro personalità, sia dentro al Pd, sia nell’attuale maggioranza, sia nel campo del centrosinistra in grado di svolgere questa funzione di collante e di riunificazione. Bene, se si riuscirà a convergere su una di queste personalità, non ci sarà bisogno di primarie». Soltanto nel caso in cui, ragiona ancora Paolini, «questa che è la strada maestra» non risultasse percorribile, si correrà verso le primarie. «A quel punto si aprirebbero due strade. La prima: il sindaco uscente si ricandida con chi ci sta, appoggiato dalla sua maggioranza ma senza veti per nessuno, Pd compreso per un Pucci bis, non quater, perchè sarebbe la seconda candidatura della nuova stagione politica. La seconda: si va alle primarie con i candidati espressi dalle varie anime del centrosinistra. Dubito, tuttavia, che il Pd, anche se non è materia di mia competenza, possa presentarsi con un unico candidato, visto che in campo nazionale ha messo in campo tre-quattro nomi diversi. E allora si torna all’ipotesi uno:una candidatura che unifichi il centrosinistra ed eviti le primarie». Un nome scelto dalle segreterie, dunque, per la serie i partiti decidono tutto? «Tutto no, tanto sì», risponde Paolini.
Claudio Figaia
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google