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Allarme Cna: i condomìni hanno 8 milioni di debiti

Allarme Cna: i condomìni hanno 8 milioni di debiti

CARRARA. I condomìni devono pagare 8 milioni di euro alle imprese apuane. Dopo la pubblica amministrazione e i privati, nel mirino di Cna (info su www.cna-ms.it) finiscono anche i condomìni. Secondo...

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CARRARA. I condomìni devono pagare 8 milioni di euro alle imprese apuane. Dopo la pubblica amministrazione e i privati, nel mirino di Cna (info su www.cna-ms.it) finiscono anche i condomìni. Secondo un’indagine della associazione degli artigiani svolta tra le imprese associate che lavorano per conto dei condomìni apuo-lunigianesi, non sono stati pagati, solo nell’ultimo biennio (24 mesi) e solo per lavori di straordinaria amministrazione come rifacimenti esterni, miglioramenti dell’efficienza energetica, tetti ed impiantistica, 8 milioni di euro. Un debito monstre che ha costretto le imprese a ridimensionare il numero dei dipendenti, in alcuni casi fortemente, passando addirittura da 30 a 10. Mediamente ogni impresa ha maturato 100 mila euro di crediti nei confronti dei condomini per toccare l’apice con i 250mila euro di un’impresa di Carrara obbligata alla cassa integrazione dei suoi dipendenti. Ci sono imprese che hanno cambiato il core business dirottando su altri settori le proprie competenze. Tempi biblici anche per i pagamenti: nella migliore delle ipotesi occorrono 6 mesi.

Nella peggiore 1 anno, 1 anno e mezzo. Quello dei condomini è uno spaccato preoccupante che va a peggiorare un quadro generale già drammatico e molto pesante con decine di imprese chiuse, tante altre in procinto di farlo, e tante altre ancora in “cassa integrazione” forzata. «Alla fine la colpa è sempre delle imprese che eseguono i lavori in maniera non corretta e non soddisfacente – sottolinea Paolo Ciotti, Direttore Provinciale Cna – una volta terminati i lavori partono meccanicamente le contestazioni, le carte bollate, le procedure legali. E’ diventato un malcostume: abbiamo registrato casi di aziende che, con contratto firmato, non sono riuscite ad ottenere il pagamento se non con sconti fortissimi e dopo mesi di trattative estenuanti. E’ una situazione vergognosa». Cna vuole evidenziare anche casi virtuosi: «Non tutti i condomini, per fortuna, si comportano in questo modo. Ma la percentuale è nettamente aumentata negli ultimi 24 mesi». Tutto si complica quando non c’è un contratto ad unire impresa e condominio: «In questo caso – spiega Ciotti – il percorso è ancora più difficile perché non c’è prova scritta di un accordo. C’è chi lo sa e se ne approfitta. Una stretta di mano non vale più niente. Per questo presenteremo, nelle prossime settimana, una soluzione contrattuale su misura per le nostre imprese così che possano essere garantite in sede di lavori e nei confronti dei furbetti».

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