Il Tirreno

Appello di Anpi, Fiap, Arci e Legambiente: quei beni non siano oggetto di baratto

Sui beni estimati intervengono con una nota le associazioni Anpi, Fiap, Arci e Legambiente. «Insediatosi il nuovo consiglio comunale e la nuova giunta restano da affrontare ancora vecchi problemi...

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Sui beni estimati intervengono con una nota le associazioni Anpi, Fiap, Arci e Legambiente.

«Insediatosi il nuovo consiglio comunale e la nuova giunta restano da affrontare ancora vecchi problemi irrisolti del pianeta marmo: la revisione del Regolamento degli agri marmiferi, la temporaneità, inalienabilità ed onerosità delle concessioni, l’eliminazione dell’articolo sul socio esperto, vera e propria rendita di posizione. E ancorala revoca delle stesse a chi produce quantità minime di blocchi e la tassazione sulla base del valore di mercato dell’escavato. A questi problemi si aggiunge oggi quello della disponibilità dei cosiddetti beni estimati che, in punta di diritto e senza ombra di dubbio sono proprietà del Comune di Carrara , esattamente come gli agri marmiferi e pertanto rientrano nella definizione di temporaneità, inalienabilità ed onerosità esattamente come le concessioni!»

«Pareri di autorevoli studi legali - continua la nota delle associazioni - hanno confermato queste nostre considerazioni, pareri tra l’altro richiesti a suo tempo dal Comune e dei quali oggi noi chiediamo la totale rivendicazione ed indisponibilità a considerarli quali merce oggetto di qualsivoglia baratto. Invitiamo pertanto ogni associazione di categoria, associazioni politiche e sindacali ad unirsi a noi per la tutela dei beni comuni e per garantire alla nostra cittadinanza fonti di reddito per alleviare le condizioni di disagio sociale che stanno costringendo al più vergognoso stato di indigenza buona parte della nostra cittadinanza».

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