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«Con mio padre dopo l’ictus non ce la potrei mai fare»
MASSA. Il signor Luciano ha 68 anni e quattordici mesi fa all’improvviso è stato colpito da ictus. Quattordici mesi di calvario alleviato, racconta la figlia Lucia, solo dal sostegno dei volontari...
MASSA. Il signor Luciano ha 68 anni e quattordici mesi fa all’improvviso è stato colpito da ictus. Quattordici mesi di calvario alleviato, racconta la figlia Lucia, solo dal sostegno dei volontari della Misericordia San Francesco di Massa, che per lunghissime settimane sono andati a prenderlo a casa, ogni giorno, si sono arrampicati con l’ambulanza su per la montagna, fino a Bergiola Maggiore, dove abita, lo hanno portato in una clinica di riabilitazione a fare day hospital, lo hanno riaccompagnato a casa. E ancora oggi tornano su ogni settimana, o quando ce n’è bisogno, lo portano all’ospedale per gli esami e le cure, e lo riportano a casa. «Se non c’erano loro avrei avuto grosse difficoltà», spiega Lucia.
Il suo caso è quello di altre centinaia di persone in tutta la provincia, migliaia in tutta la Toscana. E a parlare di ticket per l’ambulanza Lucia esplode in un rigurgito di rabbia e preoccupazione. «Sarebbe una cosa oscena e vergognosa – spiega – da tutti i punti di vista. Le cose si capiscono solo quando le si vive. A volte con le istituzioni ci si sente soli: iter burocratici lunghissimi, senso di abbandono. I volontari della Misericordia, come immagino tutti i volontari di queste associazioni, non ci hanno mai fatto sentire soli. Io e mio fratello lavoriamo, affidiamo a loro nostro padre e ci sentiamo sicuri».
Ma non solo questo conforta. «Anche dal punto di vista economico – prosegue Lucia – sono tante le spese che una famiglia con un malato così deve affrontare. Quando si ha una persona malata in casa, inevitabilmente serve un mangiare un po’ più accurato, c’è da comprare la crema perché ha la piaghetta da decupito da lenire, i termosifoni non si possono tener spenti nemmeno per un minuto, serve qualcuno che ti aiuti a lavarlo, vestirlo. Abbiamo un’idea di quelle che sono le pensioni in Italia?».
Per le situazioni di indigenza, il mondo del volontariato è pronto a tendere una mano. «Anche se mettessero i ticket – spiega il presidente della Misericordia massese Antonioli – continueremmo comunque a dare molti servizi a titolo gratuito».
Ma il punto è proprio questo: «Non è al monto del volontariato che bisogna prendere anzi – spiega Lucia – è proprio lì che bisogna investire». E lancia la sua controproposta alla Regione per razionalizzare le spese: «Mettono il ticket alle ambulanze per risparmiare sui mezzi di trasporto? Bene, allora guardino ad altri mezzi, alle auto blu ad esempio, e comincino lì a tagliare». (f.f.)
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