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Fidanzato geloso picchia la ragazza di 17 anni
Lei, colpita alla testa, è finita all’ospedale, per fortuna sono intervenuti alcuni frequentatori del camping e la polizia a bloccare il giovane
MARINA DI CARRARA. Ha cercato di scappare nella spiaggia, per sfuggire alla furia del fidanzato, ma alla fine solo l’intervento di un gruppo di passanti e poi della polizia è riuscito ad evitare che il pestaggio avesse conseguenze ben peggiori. Ad avere la peggio, una ragazzina di 17 anni originaria della Croazia, mandata all’ospedale dal fidanzato geloso.
La vicenda è emersa la scorsa sera, quando una volante del Commissariato di Carrara, inviata dalla sala operativa, è arrivata a Marina alla Fossa Maestra, nei pressi del “Bagno Principe”; i cittadini che avevano chiamato avevano parlato genericamente di una rissa.
Ma appena arrivati gli agenti si sono resi conto che non una rissa era ma di una lite tra fidanzati che era degenerata al punto da richiedere l’intervento di alcune persone che avevano assistito per tutelare la giovanissima dalla brutale aggressione del compagno.
In particolare, le persone intervenute, villeggianti nel camping Italia vicino allo stabilimento balneare, hanno spiegato alla polizia di aver visto un giovane che stava picchiando la ragazza ripetutamente e, pertanto, erano intervenuti per interrompere l’aggressione. Non era stato facile: i “pacieri” venivano insultati dal ragazzo, separato dalla giovane solo grazie all’intervento di altri passanti.
L’aggressore, un ventiduenne originario della provincia di Brescia, dopo aver lasciato a terra la ragazza – una diciassettenne di origine croate, come detto, anch’essa residente a Brescia – si dava poi alla fuga nella vicina spiaggia. La ragazza, soccorsa dall’ambulanza già intervenuta sul posto, dopo aver ricevuto le prime cure veniva accompagnata al Pronto Soccorso; qui spiegava che per tutta la giornata aveva litigato con il suo fidanzato – con in quale stava trascorrendo le vacanze – per futili motivi, finché in serata la situazione era degenerata ed il giovane l’aveva più volte colpita e scaraventata a terra, procurandole un forte trauma alla testa.
In considerazione della minore età della ragazza, il medico del Pronto Soccorso richiedeva, per poter procedere alla cure del caso ed eseguire gli opportuni esami, l’autorizzazione da parte dei genitori della stessa. L’autorizzazione veniva fatta pervenire prontamente al medico grazie agli agenti di polizia, che prendevano immediatamente contatti con la madre della ragazza e la invitavano ad andare in Questura di Brescia; da qui veniva inviata via fax tale autorizzazione, il che ha reso possibile fornire tempestivamente la necessaria assistenza alla minore.
Successivamente, la Volante sentiva il fidanzato della ragazza che però negava di averla picchiata ed anzi affermava di essere stato aggredito all’interno del campeggio, dicendo che si sarebbe recato al Pronto Soccorso di Carrara per farsi refertare, avendo riportato delle lesioni. Gli agenti lo invitavano ad andare in un altro ospedale, così da evitare l’”incontro” con i genitori della ragazza, nel frattempo partiti da Brescia per raggiungere la figlia.
La ragazza veniva poi dimessa dall’Ospedale con pochi giorni di prognosi; adesso, dovrà valutare se sporgere querela nei confronti del giovane aggressore per il reato di lesioni personali volontarie.
O faranno pace?
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