Il Tirreno

Allarme chiusura per il Villaggio del Fanciullo a Filetto

di Alessandra Vivoli
Allarme chiusura per il Villaggio del Fanciullo a Filetto

Nove sacerdoti sarebbero pronti a trasferirsi a Piacenza L’amarezza del vescovo: una decisione da rispettare

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FILETTO. Fine di un’epoca. Chiude il Villaggio del Fanciullo di Filetto e i nove sacerdoti dell’Opus Maria Ecclesiae lasciano la Lunigiana.

Un addio, annunciato, o meglio - ufficialmente, stando alla comunicazione della curia - un’ipotesi concreta in fase avanzata di studio: sarebbero già in atto, comunque, i contatti con la diocesi di Piacenza dove il centro di spiritualità e di cultura dovrebbe trasferirsi. Ma, soprattutto, una vicenda che fa discutere e che solleva, da un lato, la reazione (affidata ad una lettera) di alcuni abitanti di Bagnone.

Dall’altra l’amarezza del vescovo della diocesi apuana, monsignor Giovanni Santucci: «Sono dispiaciuto che ci sia questa ipotesi, ma bisogna accettare questa scelta».

Se ne vanno i sacerdoti del Villaggio del Fanciullo A parlare della trasferta (a quanto pare imminente) dei nove sacerdoti di Filetto è una lettera di un cittadino di Bagnone che, scrivendo a nome degli “abitanti di Bagnone e delle zone limitrofe”, non usa mezzi termini: «Quando c’è qualcosa di buono in Lunigiana viene eliminato. Grazie ai nove sacerdoti che in questi 17 anni di apostolato si sono spessi per tutti noi». E nella lettera si parla anche di una volontà del vescovo di Massa per quel che riguarda il trasloco dei sacerdoti. Cosa, peraltro smentita dal direttor interessato, monsignor Giovanni Santucci: «Non è assolutamente così. È una decisione loro che dobbiamo rispettare».

Non entra nel merito il vescovo di Villafranca, Pietro Cerutti: «È una questione delicata e interna al Villaggio».

Ma, intanto, è impossibile sentire la voce dei diretti interessati. Il fondatore del Villaggio del Fanciullo, don Piero Cantoni è impegnato negli esercizi spirituali, ci hanno riferito dalla sede di Filetto. Quindi non sarà contattatabile per i prossimi giorni.

La storia Dal sito internet dell’Opus Mariae Matris Ecclesiae, per ricostruirne la storia, si parte da Ecône, il seminario fondato da Mons. Marcel Lefebvre, nel quale Pietro Cantoni entrò nell’autunno del 1975. Con la venuta del Vescovo Mons Eugenio Binini (settembre del 1991) incominciava una nuova fase della storia dell’Opus. Dopo un periodo di conoscenza reciproca si giungeva infatti alla approvazione ufficiale come Associazione privata con Statuto riconosciuto il 15 agosto del 1993. Lo Statuto prevedeva che l’Associazione fosse proiettata verso la realizzazione di una Società di Vita Apostolica di natura missionaria, al servizio della Nuova Evangelizzazione. Nel frattempo la fisionomia del gruppo era assai cambiata, pur conservandosi una profonda unità ideale. Mentre alcuni lasciavano, altri si univano. Il gruppo si è quasi insensibilmente rigenerato, così che del vecchio nucleo di Ecône è rimasto solo don Pietro Cantoni. Nel settembre del 1995 una nuova importante tappa viene a scandire le vicende dell’Opus: il Vescovo affida alla comunità una casa diocesana, in località Selva di Filetto in Lunigiana, perché sia la sua abitazione e perché venga trasformata in un centro di spiritualità e di cultura cristiana. Ma ora sembra arrivata la parola fine a questa esperienza lunigianese.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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