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Caduti sul lavoro, ricordata la tragedia di Marcinelle

Caduti sul lavoro, ricordata la tragedia di Marcinelle

CARRARA. Con una semplice cerimonia il territorio provinciale ha ricordato, ieri mattina in città, la tragedia di Marcinelle, in Belgio dove nel 1956 ci furono 262 vittime in una miniera di carbone....

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CARRARA. Con una semplice cerimonia il territorio provinciale ha ricordato, ieri mattina in città, la tragedia di Marcinelle, in Belgio dove nel 1956 ci furono 262 vittime in una miniera di carbone. Davanti al monumento delle vittime del lavoro, in piazza XXVII Aprile, il sindaco Angelo Zubbani, il presidente dell’Anmial Michele Secchiari, il vice presidente del consiglio comunale Lanmarco Laquidara, il vice presidente della Provincia Magnani, rappresentanti dell’Anpi, degli Alpini, l’ing. Maura Pellegri del servizio Asl di prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro, Guardiadi Finanza, e Vigili urbani, hanno presenziato alla cerimonia, caldeggiata dalla Prefettura.

«Gli infortuni localmente sono diminuiti – ha detto ils indaco – ma non va diminuita l’attenzione». La bandiera del municipio era a mezz’asta.

Secchiari ha ricordato la tragedia del Belgio: «In occasione della "Giornata del sacrificio del lavoro italiano nel mondo", ricordiamo l'8 agosto del 1956 quando, in una miniera di Marcinelle in Belgio, si consumò una terribile sciagura, una delle più gravi mai verificatesi e nella quale perirono 262 operai provenienti da 10 nazioni diverse, e di questi ben 136 erano italiani. Uomini che emigrarono per sfuggire, assieme alle loro famiglie, alla morte per fame e che morirono carbonizzati nell'inferno innescato da un corto circuito provocato da un carrello che tranciò alcuni cavi elettrici. Quella di Marcinelle è considerata una delle peggiori catastrofiu».

Catastrofi, ha proseguito Secchiari, «che si abbattono improvvisamente su coloro che si guadagnano la sopravvivenza giorno per giorno tra sacrifici incredibili, tra mille difficoltà e pericoli, nella speranza di poter costruire un futuro migliore per sé e per i propri cari. Uomini divisi dal linguaggio, dalla fede, dalle ideologie, ma che si trovarono strettamente uniti nel sacrificio in quella fatale giornata d'agosto del 1956. Purtroppo Marcinelle non fu la sola sciagura nella quale persero la vita centinaia e centinaia di lavoratori italiani, altri orrori, altro sangue operaio ha continuato a scorrere nei diversi angoli della Tera. In questi ultimi anni, poi, anche a causa della globalizzazione, dell'esaltazione della precarietà del lavoro, dell'allentamento della tensione sindacale, nonostante le leggi e norme che regolano la sicurezza nei luoghi di lavoro, il numero degli infortunim anche se è apparentemente diminuito, ma solo perché sono diminuiti i posti di lavoro, continua ad essere un dato drammatico che fa vergogna ad ogni paese civile».

Al termine della cerimonia, è stata deposta una corona ai piedi del monumento ai caduti del lavoro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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