Il Tirreno

Lo “scioperino” dei balneari: la protesta riesce, ma non tutti aderiscono

Lo “scioperino” dei balneari: la protesta riesce, ma non tutti aderiscono

Una giornata di sensibilizzazione contro la direttiva Bolkestein con volantinaggio, e cocomerate di comunicazione con i clienti per spiegare le ragioni del no alle aste delle spiagge

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Molti dei bagnanti, arrivati a tarda mattinata o nel pomeriggio, neanche se ne sono accorti; altri hanno accolto con un po’ di sorpresa la novità degli ombrelloni chiusi per protesta contro la direttiva Bolkestein. Non tutti i bagni hanno aderito alla manifestazione promossa in tutta Italia dai sindacati dei balneari e qui sostenuta dall’associazione Riviera Apuana, ma la protesta – che per gli organizzatori non è stata uno sciopero ma una giornata informativa – è comunque riuscita. I titolari dei bagni, in molti casi, hanno fatto volantinaggio, hanno spiegato ai clienti le ragioni della loro mobilitazione. Che era lo scopo principale dello “sciopero”. «Gli stabilimenti che oggi sono a gestione famigliare e che i nostri clienti considerano una seconda casa a chi andranno in mano se ci saranno le aste? Cosa ne sarà del turismo apuano?» Queste, spiega Stefano Gazzoli, vicepresidente di Riviera Apuana, le ragioni della nostra iniziativa.

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