La Provincia del futuro? Finisce a Prato
Secondo i nuovi criteri Massa-Carrara potrebbe perdere il ruolo di capoluogo ed essere governata dalla capitale del tessile
MASSA. Nella migliore delle ipotesi Massa-Carrara finisce sotto Lucca; nella peggiore potrebbe arrivare fino a Prato, inglobando anche Pistoia, e qui avere addirittura la sede istituzionale.
Ipotesi, proiezioni, teorie, ma certo non fantasie: la deliberazione del consiglio dei ministri del 20 luglio che determina i criteri per il riordino delle province è stato pubblicata ieri sulla Gazzetta Ufficiale e, a meno di modifiche nei prossimi 60 giorni (il tempo previsto per la conversione in legge da parte del parlamento) parla chiaro: le nuove province dovranno avere un territorio di almeno 2.500 chilometri quadrati e almeno 350mila abitanti.
Massa-Carrara, ormai è assodato, da sola non ce la fa. Con 1.156 chilometri quadrati e 200mila abitanti PalazzoDucale bussa dunque alla porta di Lucca (1.773 Kmq, 400mila abitanti) con cui potrebbe dar vita a una nuova provincia di 2.900 e rotti Kmq e quasi 600mila abitanti).
A sud le vicine Pisa e Livorno se la sbrigano tra di loro. Il problema nasce però a est, con le vicine province di Pistoia e Prato. Quest’ultima ha un’estensione di appena 365 Kmq e 250mila abitanti, da sola non ce la fa. A Firenze non si può attaccare, perché lo stesso consiglio dei ministri prevede che il capoluogo toscano sia città metropolitana e perciò non possa inglobare nessuna provincia limitrofa.
Non rimane che guardare a ovest a Pistoia, 965 Kmq per 290mila abitanti. Ma la matematica non lascia scampo: se per popolazione la nuova provincia si può fare, per estensione i numeri non ci sono. Troppo pochi i 1.330 Kmq dei due territori insieme.
E così lo sguardo scruta ancora più lontano, a Massa-Carrara-Lucca, appunto. Con loro sì che i numeri ci sono, anzi: sono addirittura stratosferici. La ipotetica nuova provincia sarebbe un cordone unico a sigillare la zona nord della regione, con un’estensione di 4.259 chilometri quadrati e una popolazione di oltre un milione e 100mila abitanti. Basteranno a Monti?
Sicuramente sì, ma lo scenario è addirittura più fosco. Sempre secondo i criteri del governo, il comune capoluogo delle nuove province deve essere quello che conta più abitanti. E nel pocker di capoluoghi, anzi ex capoluoghi e aspiranti tali, formato da Massa 71mila abitanti), Lucca (85mila), Pistoia (90mila) e Prato (188mila), proprio quest’ultimo, l’ultimo arrivato, l’“imbucato” diventerebbe la sede istituzionale. Alla faccia di chi si lamentava che Lucca fosse troppo distante.
La deliberazione uscita dal consiglio dei ministri, va detto, può ancora essere modificata attraverso degli emendamenti. E non è detto che i sindaci e i presidenti di Provincia non pensino ad accorpamenti “chirurgici” togliendo un comune qua, attaccandolo alla provincia là, per far quadrare i conti di superficie e popolazione (si veda box accanto). A Roma se ne discute già.
«La materia è in divenire e tutto è ancora modificabile – spiega dalla camera dei deputati Andrea Rigoni, parlamentare del Pd – anche perché così com’è sarebbe una scelta sciagurata. Penso che il governo abbia voluto più che tutto mettere le mani avanti».
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