Il Tirreno

Nca, da Ocean sul piatto 25 milioni di investimenti

di Cinzia Carpita; di Cinzia Carpita
Nca, da Ocean sul piatto 25 milioni di investimenti

Cei: «Prevediamo anche costruzioni navali». Zubbani: «Ma molto sullo sfondo» Progetto e business plan sul tavolo istituzioni–sindacati il 18 luglio a Roma

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CARRARA. Un investimento da 25 milioni di euro: è il valore del progetto che la multinazionale svizzera Ocean Independence intende effettuare tramutando l’area del cantiere Nca, da navalmeccanica a refitting e manutenzione di grandi yacht. «Un investimento per rendere compatibile il cantiere con lo yachting, pensando anche alla possibilità di nuove costruzioni», dice Maurizio Cei che sta portanto avanti la trattativa per la Ocean. «Ma le nuove costruzioni sono molto sullo sfondo» commenta criticamente il sindaco Angelo Zubbani. Ed è l’aspetto che sembra preoccuparlo maggiormente.

Ieri nel’incontro a Roma al ministero dello sviluppo economico, istituzioni locali e Invitalia hanno appreso nuovi particolari del progetto, ma sono anche stati chiesti ulteriori approfondimenti. E il 18 luglio prossimo alle 9 del mattino, anche i sindacati saranno al tavolo: per conoscere il business plan. «Ci devono dare tempi, numeri, il conto economico. E Invitalia ha chiesto dettagli sull’eventuale ricorso alla legge 181 per i finanziamenti», spiega Zubbani. L’assessore provinciale Paolo Baldini aggiunge: «La proposta che ci hanno presentato ha elementi di interesse ma va coniugata con l’esigenza di salvaguardare il più possibile i livelli occupazionali del cantiere. Ocean Independence deve produrci di più sotto il profilo del piano degli investimenti. Il cuore dell’attività sarà il refitting ma con attorno altre attività su cui abbiamo chiesto approfondimenti». Il 18 l’ad di Invitalia, Arcuri, avrà l’ulteriore bozza di proposta. «Poi – commenta Zubbani – ci prenderemo tutti il tempo per esprimerci».

«Abbiamo illustrato le linee strategiche: le istituzioni locali, il ministero e Invitalia ci sono sembrati interessati», comenta l’incontro Cei. Il progetto che ruota attorno al refitting e alle manutenzinoi, prevede alzamenti e spostamenti dei capannoni attuali del cantiere (da qui la necessità di autorizzazioni da parte del Comune e della Port Authority), per conformare l’area alla nuova vocazione: da navalmeccanica a manutenzione. Il bacino dove ora vengono costruite le grandi navi potrebbe essere diviso in due per accogliere i lavori di refitting su due mega yacht da 100 metri ciascuno, per volta. Per quanto riguarda l’occupazione, si continua a parlare di un centinaio di unità, «forse più, che meno» dice Cei. Ma non si sbilancia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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