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L’autopsia non svela il mistero dell’uomo morto sul fiume
PONTREMOLI. Si infittisce il mistero del 54enne, Fausto Ruggieri originario di Camaiore, rinvenuto cadavere sul greto del fiume Magra a Piccatello, prima periferia di Pontremoli. Ieri i 120 minuti di...
PONTREMOLI. Si infittisce il mistero del 54enne, Fausto Ruggieri originario di Camaiore, rinvenuto cadavere sul greto del fiume Magra a Piccatello, prima periferia di Pontremoli. Ieri i 120 minuti di autopsia eseguiti all’ospedale Versilia dal medico legale, dottor Maurizio Ratti, hanno risposto solo in parte agli interrogativi a cui la Procura sta cercando di trovare una spiegazione. Una certezza almeno c’è: sulla causa della morte.
L’uomo, arrivato a Pontremoli in treno, con una valigia trolley blu, una fede e una chiave di sicurezza in tasca e una corda da scalatore per impiccarsi, è morto per un’insufficienza cardiorespiratoria irreversibile.
A provocare l’arresto cardiaco potrebbero essere stati diversi fattori: il caldo, intenso di questi giorni. L’acol ingerito alle alte temperature: l’uomo aveva svuotato mezza bottiglia di vodka. E, infine, i farmaci ingeriti. Se a tutto questo si aggiunge che il 54enne era in sovrappeso e, per arrivare dalla stazione ferroviaria al greto del fiume a Piccatello, ha percorso una manciata di chilometri (circa tre) a piedi, sempre sotto il sole, si delinea un quadro ad alto rischio per la salute. Ma a destare sospetto, durante l’esame autoptico è la pappetta di colore giallo rosato rinvenuta all’interno dello stomaco. E che, secondo il medico legale, è verosimilmente riconducibile all’assunzione di farmaci. Adesso a stabilire quale tipo di medicinali ha ingerito Fausto Ruggieri prima di morire ci penserà il tossicologo a cui sono stati prontamente inviati i campioni gastrici e quelli di sangue e urina.
Resta il giallo delle confezioni dei medicinali: nessun flacone vuoto è stato rinvenuto sul greto del fiume dove, invece, è stata trovata la corda, già legata a mo’ di cappio che, insieme al messaggio scritto sul giornale, indicava il chiaro intento suicida. L’uomo aveva intasca solo la bustina di un comune antidolorifico. Nessun tipo di tranquillante. E, l’altro aspetto da chiarire resta la scelta del luogo: quel posto lunga la sponda del fiume assai difficile da raggiungere per chi non conosce la zona.
Intanto dal comune di Albereto, dove Ruggieri risultata aver vissuto per anni, parla il sindaco Ferrando Botti: «Mi ricordo di lui quando era poco più che in fasce - dice - la famiglia abitava a Gotra di Albareto prima di emigrare in Svizzera. Di Fausto avevo perso le tracce, so che poi era arrivato nel parmense e aveva acuto dei problemi. In questa zona ha ancora un sorella, che mi risulta sposata con un uomo originario della Lunigiana».(a.v.)
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