Il presidio
Spiaggia erosa alla Partaccia «La sabbia me la porto io»
MASSA. La spiaggia che non c’è. Verrebbe da chiamarla così la spiaggia del bagno “Angolo del mare” alla Partaccia, tra la Torre Fiat e l’istituto alberghiero. Un spazio dove la sabbia, come l’isola...
MASSA. La spiaggia che non c’è. Verrebbe da chiamarla così la spiaggia del bagno “Angolo del mare” alla Partaccia, tra la Torre Fiat e l’istituto alberghiero. Un spazio dove la sabbia, come l’isola di Peter Pan, s’immagina e si sogna, ma non c’è, chiusa nei ricordi di chi l’ha vista e la vorrebbe rivedere. Come il titolare dello stabilimento, Oreste Gaspari, che da decenni combatte, solo, la sua battaglia contro l’erosione.
Una decina di anni fa furono trasportati, su quella costa, massi che avrebbero dovuto fermare l’erosione, ma ciò non accadde. L’erosione continuò. Nessun ripascimento di sabbia poi è stato mai realizzato ad opera delle amministrazioni e, adesso, quel che rimane è un triangolino di sabbia che il signor Oreste si è realizzato da solo. Sì, proprio così: da solo.
Ogni anno, da dieci anni, compra dai 7 agli 8 camion di sabbia, spendendo circa 5mila euro, e li fa versare davanti al casottino del bar, ottenendo così una minuscola spiaggetta su cui piantare qualche ombrellone. «Anni fa – commenta infuriato Oreste Gaspari – avevo una spiaggia lunga circa 500 metri su cui riuscivo a mettere anche sessanta ombrelloni. Ora non ne posso mettere nemmeno trenta. Ma com’è possibile che non si pensi anche a noi? A Poveromo chiedono, giustamente, di fermare l’erosione. Noi, che non abbiamo più completamente la sabbia e nessuno sembra farci caso, cosa dovremmo dire?».
«C’è anche – prosegue – chi ci ha promesso camionate di sabbia , in cambio di voti. Noi il voto glielo abbiamo dato, ma loro la sabbia a noi no».
Una spiaggia dimenticata da tutti quindi quella dell’Angolo del Mare. Poco più in là, infatti, in direzione Carrara, sembra continuare tranquilla la stagione estiva dei balneari. Davanti al bagno Cri e alle due spiagge comunali davanti al Baracchino rosso e al Chiosco, si estendono metri di sabbia colorati da decine e decine di ombrelloni. È quindi solo un problema di erosione inarrestabile?
«Hanno operato malissimo. La scogliera – incalza Gaspari – dovrebbe essere messa a largo, e non qui a riva, per fermare le onde e tutti questi sassi dovrebbero essere portati via per metterci la sabbia. Oltre ad essere piccola la spiaggia è infatti anche pericolosa. Hanno gettato qui tutti i sassi come se questa fosse una discarica. Ogni giorno c’è qualcuno che si taglia il piede e fare il bagno è diventato un calvario perché bisogna camminare metri e metri sui sassi. Ma è possibile che abbiano ridotto così la spiaggia? Questo è un disastro ambientale e il responsabile andrebbe punito».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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