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Premi aziendali “per pochi”, bufera in Atn

Premi aziendali “per pochi”, bufera in Atn

I delegati della Fit insorgono: accordi non rispettati, e per qualcuno 80 euro in più in busta paga

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CARRARA. «Solidali, sì ma non fessi».

Comincia così la nota stampa dei delegati Fit Cgil di Atn in cui si contesta i premi “ad personam” che sarebbero stati assegnati dall’azienda. Senza rispettare gli accordi.

Ed è di nuovo bufera sul trasporto pubblico.

«Lo scorso luglio i sindacati hanno firmato in Piazza Aranci nel palazzo rosso della Provincia un'importante accordo con la direzione di Atn - si legge nella nota - Quest'accordo per quanto imperfetto sanciva un'importante novità, difatti sotto il ricatto da parte dell'azienda di mettere in mobilità perché in esubero 13 dipendenti, i lavoratori accettavano di sborsare di tasca loro l'equivalente di due giornate di ferie pur di non lasciare a casa nessuno».

«Ecco uno dei pochi vincoli che erano stati chiesta all'azienda da parte dei sindacati - prosegue la nota dei delegati - che durante il periodo di validità dell'accordo, ossia 14 mensilità, l'azienda non avrebbe concesso nuovi avanzamenti di carriera o qualifiche al proprio personale e l'unica deroga sarebbe stata permessa attraverso l'espletamento di regolari concorsi interni od esterni a norma di legge. Questo per il principio che i soldi dei lavoratori non sarebbero dovuti andare nelle tasche di nessuno e ricordando che nel recente passato tanti hanno beneficiato di passaggi di qualifica, mentre l'azienda non se la passava affatto bene».

E la nota si chiude con una nota polemica. «Certo in Atn, si sa, tutti hanno la memoria corta e anche i censori di un tempo sembrano aver dimenticato quanto si erano battuti per inserire quelle due righe - sottolineano dalla Cgil - Ora a distanza di nemmeno un anno dalla firma di quell'accordo risulta che sia stato dato un premio ad alcuni dipendenti della sala operativa( ad alcuni sì e ad altri no) attraverso l'inserimento in busta paga di un aumento ad personam poco inferiore agli 80 euro mensili».«La Cgil senza fare troppe polemiche vorrebbe una risposta pubblica- termina la nota - cosciente che in Atn si fanno tante pentole anche quelle che non servono e bisognerebbe pensare bene anche ai coperchi, scordando poi che non siamo una fabbrica di pentole, ma dovremmo fare trasporto pubblico e possibilmente organizzarlo sempre meglio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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