Licenza dimenticata? Supermulte in arrivo per chi vende alcolici
Dopo anni di sopore l’Agenzia delle Dogane “riscopre” l’Utif. È obbligatoria per i locali pubblici ma i più non la conoscono
Le multe salatissime inflitte ai colleghi viareggini sprovvisti di licenza per vendere vino, birra e altri alcolici preoccupano ristoratori, titolari di bar e commercianti massesi. Nessuno, o quasi, ha mai sentito parlare dell’Utif, la licenza, oggi ribattezzata “licenza di vendita al minuto di prodotti alcolici”. Averla non costa niente, basta fare domanda in carta bollata all’Agenzia delle Dogane. Non averla costa molto caro, con multe dal 500 a 30mila euro. E se finora di controlli se ne erano visti pochi (o nessuno), tutto a un tratto ecco che l’Agenzia delle Dogane ha cominciato a bussare a bar e trattorie, alimentari e supermercati e chiunque venda alcolici, e chiederne conto. Una mossa che, di colpo, appiccica sulla licenza l’etichetta di “balzello”, l’ennesimo inflitto ai commercianti. Chi non vuole ritrovarsi con una sanzione a quattro zeri ha un’unica possibilità: autodenunciarsi all’Agenzia delle Dogane che, clemente, applicherà solo una minimulta di 160 euro.
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