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«Spostiamo la movida nella zona fiera»
I residenti del centro di Marina chiedono un tavolo con il Comune, gli esercenti e le forze dell’ordine: siamo al Far West
CARRARA. Movida a Marina: la polemica si infiamma. Alcuni rappresentanti dei residenti di piazza Ingolstadt e le vicine via Rinchiosa e via Genova tornano a dichiarare di non farcela più e chiedono un tavolo di trattativa con gli esercenti, il Comune e le forze dell’ordine, al fine di trovare una soluzione alle notti insonni. Siamo appena a giugno e non chiudere occhio fino a settembre diventa insostenibile, per chi vive lì. «Come tutte le estati – fanno sapere gli incaricati degli abitanti del posto - comincia la polemica dove i bar (sette in un isola pedonale) attirano un tipo di clientela che fino alle 4 del mattino produce schiamazzi. Si parla di collaborazione e noi saremmo anche d’accordo, ma questa deve provenire da entrambe le parti». Di fatto, piazza Ingolstadt è diventata il centro del ritrovo tra i giovani, quello cioè che, anni fa (per chi oggi ha i capelli bianchi) era la via Roma di Carrara. «Il problema – proseguono i cittadini residenti – è che alcuni locali, tipo Aisha o Samba – hanno snaturato il senso della loro attività commerciale. La Siae, ad esempio, ha sempre distinto molto chiaramente le diffusioni di musica attraverso strumento meccanico nel locale (per la quale ci sono tariffe favorevoli) fatte con moderazione, da quella che è la musica dal vivo realizzata all’esterno; questa rientra nella categoria di musica da intrattenimento e da spettacolo, che è diversa da quella contemplata dalla licenza di questi locali». In un periodo di crisi, però, viene da capire anche l’intenzione di lavorare di queste attività, che provano ad offrire ciò che la gente chiede. E a vedere l’affluenza, probabilmente, la strada (o la piazza) sembra quella giusta. «Loro vogliono lavorare – continuano gli abitanti - ma ci sono anche gli anziani, che vanno rispettati. O comunque quelli che al mattino si alzano alle 6 per andare a lavorare. In quest’area le abitazioni hanno subìto una forte svalutazione, perché nessuno vuol più vivere in una zona dove, per quattro mesi l’anno, di notte non si dorme». Va anche detto che il tipo di utenza è cambiato, nel tempo. «Fino a dieci anni fa la situazione era tollerabile – aggiungono – Oggi i ragazzi si ubriacano, si drogano, reagiscono alle forze dell’ordine. E’ un far west continuo, com’è successo recentemente proprio a Marina. Sappiamo che la Digos interverrà anche sui rumori e speriamo che non siano delle promesse sulla carta». I rappresentanti degli abitanti, comunque, non si trincerano dietro ad un “niet” assoluto: «Siamo possibilisti – concludono – e vorremmo intavolare una discussione con tutti le parti in causa: Comune ed esercenti, in primis. Ma perché certe cose non vengono fatte nella zona fieristica? Quando una zona deve evolversi turisticamente,come dice il Pd, deve farlo nell’interesse dell’intera collettività, non solo nell’interesse di alcuni scalmanati che si divertono solo nel fare confusione notturna. Ci vorrebbe quindi una commissione di lavoro tra residenti, rappresentanti dei bar, del Comune e delle forze dell’ordine per organizzare al meglio la movida notturna».
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