Il Tirreno

Molestie in Comune: oggi l’attesa sentenza sul caso Cinzia Viola

Molestie in Comune: oggi l’attesa sentenza sul caso Cinzia Viola

Un presidio al tribunale del comitato “Se non ora quando” La vicenda è cominciata nel ’99 ed è finita a Porta a porta

2 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. Il comitato Se Non Ora Quando di Massa annuncia il suo sostegno a Cinzia Viola, la donna che tredici anni fa denunciò molestie sessuali e mobbing al Comune di Carrara. «Per ogni donna offesa, siamo tutte e tutti parte lesa», è questo il messaggio che il Comitato Se Non Ora Quando vuole trasmettere con il suo sostegno alla battaglia di Cinzia Viola. Stamani saranno davanti al tribunale di Massa a mezzogiorno per ribadire che la violenza di genere è un problema che riguarda tutte e tutti .

«Tredici anni fa Cinzia ha subito una molestia sessuale sul posto di lavoro, al Comune di Carrara, si è fatta avanti e ha denunciato - si legge nella nota del Comitato - Ora il tribunale dovrà decidere sia sul merito della molestia, sia sul seguente mobbing di cui Cinzia dice di essere stata oggetto. Un’odissea durata più di un decennio prima di poter arrivare ad una sentenza di primo grado. Un’odissea che è di nuovo testimonianza di quello che molte donne devono subire quando trovano il coraggio di denunciare. Oltre alla difficoltà di superare la reticenza e a volte l’imbarazzo. Per evitare che questo accada le donne e gli uomini dello Snoq di Massa sostengono Cinzia pubblicamente. La vicenda di Cinzia Viola deve insegnare che c’è ancora molta strada da fare prima che si possa parlare di parità, ma un forte segnale politico di presa di coscienza sarebbe già un passo in avanti».

Oggi la sentenza. L'appuntamento è in tribunale a Massa di fronte al giudice dottoressa Agostini. Finora, l'unico pronunciamento era stato un decreto penale di condanna con il quale - sulla base della denuncia della stessa Cinzia Viola - la procura aveva inizialmente chiuso il caso, un decreto emesso sulla base degli atti e senza aver ascoltato la versione della dipendente di palazzo civico. Di fatto, la lunga battaglia giudiziaria, fatta di udienze, testimoni, perizie e controperizie, ha preso il via nel 2001: i fatti risalgono al novembre del 1999. Cinzia Viola, sempre assistita dall'avvocato Claudio Lalli, non si è mai arresa.

Il tribunale è chiamato a decidere su due distinte richieste di risarcimento, una riferita alla molestia sessuale, l'altra per il mobbing a cui sarebbe stata sottoposta, con cambio di ufficio, isolamento, depotenziamento delle mansioni, vessazioni e quant'altro. Le controparti sono il Comune e l'ex dipendente che la molestò. Sono passati tanti, troppi anni, ma il caso Viola è ancora bene impresso nella memoria dei carraresi e non solo. Sia per la visibilità mediatica di Porta a Porta, sia anche per le polemiche politiche infuocate che nacquero all'epoca.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»