«Noi chiediamo solo di lavorare»
Titolari di bar a Marina alle prese con i limiti alla musica notturna imposti dal Comune: incontri per trovare soluzioni
CARRARA. «Noi vogliamo solo poter lavorare i due mesi estivi che ancora ci salvano. Accogliere i turisti con appuntamenti musicali. Ma il Comune ci pone limiti per la rumorosità all’esterno dei locali, anche se abbiamo tutti presentato, tramite ingegneri che hanno fatto misurazioni, l’impatto acustico per l’interno dei locali, come ci era stato chiesto a settembre dal Comune. Per l’esterno tuttavia ci sono altri parametri, la richiesta di elevare la soglia dei decibel considerando che nelle strade c’è un rumore di fondo, al momento non viene accolta. Ma abbiamo trovato molta disponibilità nell’assessore Traversi. L’obiettivo è di trovare un punto di incontro fra le esigenze dei residenti e quelle dei commercianti». A parlare è Floriana Jervolino, 34 anni, da 5 titolare del Porfirio di via Rinchiosa.
A Marina, dove ogni anno nell’isola pedonale “esplode” la movida e ci sono locali che programmano eventi musicali che si ripercuotono all’esterno, ora c’è un problema, che a quanto pare incrocia fra loro regolamenti urbanistici-edilizi, piano acustico, norme statali, e proteste dei residenti contro i rumori notturni.
Insomma, le occasioni di richiamo di clienti e di turisti in estate, sono importanti per il tessuto commerciale di Marina, ma la richiesta di fare musica la sera, pone problemi all’esterno dei locali nel centro urbano. Sono in corso contatti stretti fra titolari dei locali e l’assessorato alle attività produttive.
«Siamo sette-otto locali di Marina in attesa di risposte dal Comune. – dice la Jervolino – Non intendiamo entrare in conflitto con i residenti: niente musica a tutto volume, e inoltre, per evitare schiamazzi e atti vandalici che in passato ci sono stati di notte nell’isola pedonale, sto contattando i miei colleghi per assumere guardie notturne che girino nella zona fra le 22,30 e le 3,30 del mattino. Per ora solo un vigilante, per via dei costi. E poi confidiamo nei controlli delle forze dell’ordine».
«Per quanto riguarda la musica da intrattenimento – aggiunge la Jervolino – noi promettiamo la massima attenzione, ma chiediamo anche un po’ di tolleranza da parte dei residenti. L’anno scorso c’è stata la notte bianca, consentita dal Comune fino alle 3, ma poi è arrivato un esposto di protesta. Noi chediamo solo di poter lavorare: in estate aumentiamo anche il personale, ma senza un po’ di accoglienza turistica, come finiremo? Ci sono negozi che non ce la fanno più. Abbiamo pensato anche interventi di abbellimento di via Rinchiosa, piazza Ingolstadt, via Genova: presenteremo un progetto all’assessore Traversi».
Anche il titolare dell’Aisha (in viale Colombo), Almo Del Freo, spera che con il Comune sia trovata una soluzione.
Un altro caso, un po’ diverso, riguarda il Bar Lorenzo di via Fiorillo: è fuori dall’isola pedonale, ma in zona ugualmente piena di palazzi. Alessandra Betti spiega: «Noi abbiamo chiesto per la prima volta di poter fare musica, ma solo fino alle 22, per l’aperitivo. Non siamo nella situazione di altri locali che vorrebbero continuare con la musica accesa anche dopo le 22. Abbiamo presentato la nostra relazione acustica, e attendiamo risposte dal Comune».
Sul problema c’è anche un altro intervento politico dopo quello del M5S: la consigliera comunale Claudia Bienaimé (Carrara Bene Comune, Idv, Fabbrica della Sinistra, verdi) e Lara Benfatto (Idv), esprimono il loro «totale disaccordo con l’amministrazione comunale sui recenti provvedimenti che minacciano quelle poche occasioni di svago e passatempo nella nostra riviera». «Sarebbe dovere dell’amministrazione dare la possibilità agli esercenti e gestori di locali di organizzare dei sani intrattenimenti per i giovani della nostra città evitando che si rechino nella vicina Versilia con tutti i rischi derivanti dallo spostamento in auto nelle ore notturne. Meglio aumentare i controlli, ed educare al rispetto delle regole».
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