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Centinaia di euro falsi sequestrati dalla polizia

Centinaia di euro falsi sequestrati dalla polizia

MASSA. Si erano presentati in gioielleria e avevano acquistato alcuni monili in contanti con banconote di piccolo taglio, soprattutto pezzi da venti euro. I commercianti si erano dunque insospettiti...

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MASSA. Si erano presentati in gioielleria e avevano acquistato alcuni monili in contanti con banconote di piccolo taglio, soprattutto pezzi da venti euro. I commercianti si erano dunque insospettiti e avevano avvisato polizia e carabinieri. E il loro sospetto era fondato: erano soldi falsi, una piccola parte di una partita molto più grossa, di diverse migliaia di euro, che circolava nel Massese da qualche settimana.

Il blitz della polizia è scattato giovedì sera e ha portato la polizia di Massa Carrara a sequestrare centinaia di euro falsi e a denunciare una donna.

Tutto è nato, come detto, alcune settimane fa. Diversi i commercianti locali che si erano ritrovati con in cassa banconote sfuggite a un primo controllo che si erano rivelate false. Anche alcuni supermercati erano caduti nel tranello, dato che i controlli sulle banconote vengono effettuati di norma su tagli più grossi, di almeno cinquanta euro.

La polizia si è dunque messa sulle tracce dei truffatori e sia grazie alla descrizione fornita dai commercianti, sia attraverso le riprese video nei negozi, sono riusciti a individuare alcune persone.

Giovedì sera sono scattate alcune perquisizioni in abitazioni sia del centro storico di Massa che della costa. Una di queste ha portato al sequestro di alcune banconote di piccolo taglio, in tutto circa 500 euro, ritrovate nell’appartamento di Marina di Massa di una giovane donna massese che le nascondeva in casa.

La donna, tra i 20 e i 30 anni, è stata denunciata. La polizia ritiene che in tutto siano state spacciate sul territorio massese banconote false per qualche migliaio di euro.

L’attività investigativa però continua. Bisogna cercare di capire da dove provengano le banconote false e se esista una banda organizzata che le utilizzi e le diffonda. L’ipotesi è che, comunque, le banconote false arrivino da fuori provincia.

Francesca Ferri

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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