“Spariti” 2 milioni e mezzo il rebus delle firme
In tribunale la ricostruzione della vicenda dei conti correnti. Proseguita ieri la deposizione dell’ex direttore di filiale sotto accusa con il consulente finanziario
CARRARA. «Il mio cliente aspettava da molto tempo di poter dire quello che aveva da dire per chiarire la sua posizione», commenta il suo legale. Riberto Manfredi ha ribadito di non avere mai visto fare firme false per l’apertura di conti correnti nella banca di cui era direttore, ha risposto al fuoco di fila delle domande dell’avvocato Andrea Lazzari, l’ex direttore del Banco San Giorgio e della Cassa di risparmio di San Miniato (difeso dall’avvocato Alessandro Maneschi), accusato assieme al promoter-consulente finanziario Bernardo Gatti (assistito da Lazzari) di truffa e falsificazione di documenti.
Ieri in tribunale davanti al giudice Cosimo Maria Ferri – pm Vito Bertoni – Manfredi ha proseguito la sua lunga testimonianza, avendo già deposto un mese fa. L’avvocato Lazzari ha man mano elencato una serie di correntisti, chiedendo a Manfredi se li conosceva e dettagli sulle operazioni inerenti i conti correnti aperti, e la convalida delle firme.
Una vicenda risalente al 2005: una truffa, secondo l’accusa, di circa 2 milioni e 600mila ero, legata alla compravendita di titoli bancari. La somma sarebbe “sparita” nel nulla, una serie di clienti facoltosi (curati dal consulente finanziario) si sarebbero ritrovati conti correnti vuoti. Da qui una ventina di denunce e 24 parti civili nel processo.
Gatti, nella sua deposizione dell’aprile scorso, aveva sostenuto il coinvolgimento degli istituti bancari nella vicenda. Manfredi respinge le accuse e parla di calunnie.
Ieri in aula, su consenso del giudice Ferri, ha potuto utilizzare un suo computer portatile per consultare dati bancari e rispondere alle domande dell’avvocato Lazzari, in particolare sulle firme poste sui contratti di apertura di conti correnti, e su documenti.
Manfredi ha in pratica escluso che in sua presenza siano state poste firme in modo non regolare.
Circa varie movimentazioni bancarie, e a proposito di uno dei casi all’attenzione processuale, Lazzari e anche il giudice Ferri hanno chiesto a Manfredi se si fosse reso conto della situazione del conto corrente di un cliente col quale intercorrevano rapporti. «Le movimentazioni non mi sono parse sospette», ha risposto.
«Chi ha autenticato la firma? Chi ha aperto il conto?» ha incalzato scorrendo i casi l’avvocato Lazzari. L’ex direttore bancario ha detto di non poter ricordare tutto a distanza di anni. Ma su alcuni punti è stato molto preciso nei rievocare i fatti, e determinato nel ribadire procedure tecniche seguite dalla banca, e i diversi ruoli – il suo e quello del promoter finanziario – nel rapporto con la clientela.Sarà sentito ancora il 12 luglio. (c.car.)
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