Ex Eaton, acquisto al palo «Pronti a gesti clamorosi»
La Regione non si presenta all’incontro con i sindacati e scoppia la rabbia «Fidi deve comprare ma serve il sostegno della politica. E non lo sentiamo più»
MASSA. Occupare la fabbrica per ricordare alla Regione che il caso ex Eaton è ben lontano dall’essere risolto. O perlomeno mettere su «azioni clamorose» da qui al 20 luglio per gridare forte che loro, gli ex operai della fabbrica chiusa da 3 anni, ancora in cassa integrazione, si sentono abbandonati dalla politica.
I toni erano roventi, ieri mattina nella sala del consiglio comunale di Massa, dove una sessantina di ex lavoratori e i loro rappresentanti sindacali aspettavano di incontrare l’assessore regionale alle attività produttive, lavoro e formazione, Gianfranco Simoncini, e un rappresentante di Fidi Toscana per avere notizie dell’annunciato, epperò non ancora realizzato, acquisto dell’area da parte di Fidi. Ma né Simoncini, né Fidi si sono visti, come annunciato da Firenze appena due giorni prima. «Uno sgarbo», lo definisce l’ex segretario della Fiom Castelli, che fa infuriare i presenti. «A livello di Regione il progetto di acquisto è stato stoppato», incalza Castelli. «Fidi ha il mal di pancia al pensiero di acquistare l’area e la sua offerta, 1,5 milioni per un bene che ne vale 20, è una non offerta. Dopo il 29 luglio (sciopero generale, ndr) bisogna aprire la campagna elettorale, chiedere ai candidati se sono con noi o no».
A parlare davanti agli ex dipendenti ci sono Domenico Bianchini, Gioacchino Pitanti e Michele Folloni dell’Rsu, Luisa Pietrini di Fiom, Marco Battistini, segretario di Fim e Giancarlo Leorin, segretario Uilm. E c’è il sindaco Roberto Pucci, che definisce «indispensabile» l’acquisto della fabbrica «anche se la prima questione – spiega – rimane quella degli ammortizzatori sociali».
Duecentocinquanta persone sono appese alla cassa integrazione e, con la riforma del lavoro che bussa alle porte, la paura – che si fa sempre più certezza man mano che ci si avvicina al varo della manovra – è che il rubinetto degli ammortizzatori sociali possa chiudersi a fine anno per la gran parte di loro. Nel frattempo, è slittato l’avvio della produzione di siringhe da parte dell’azienda bresciana Marcolini, che ha promesso di assumere 70 ex dipendenti Eaton, e non si conosce ancora il nome delle due aziende interessate anch’esse a trasferire parte della produzione qua.
«Per l’acquisto dell’ex Eaton c’è un problema tecnico, ovvero le difficoltà che ha Fidi in questo momento e che comprendiamo – spiega Pitanti – ma anche un problema politico, ovvero che la Regione sostenga questo acquisto. E oggi questo sostegno non si vede più».
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