Sicurezza
Accesso al credito? Qui è più facile scalare l’Everest
Grido d’allarme di tutte le associazioni di categoria: provincia poco competitiva anche per la stretta bancaria
CARRARA. Con la crisi i prestiti bancari alle imprese si restringono, in un trend particolarmente accentuato nella provincia di Massa-Carrara. Tempi duri per le imprese che si rivolgono alle banche per accedere al credito: in questi ultimi anni, si sa, la crisi ha comportato una netta flessione della disponibilità dei vari istituti a prestare denaro alle aziende e non solo. Una situazione particolarmente accentuata nel territorio di Massa-Carrara, dove la relazione tra imprese e banche è sempre stata più “faticosa” che nel resto della Toscana.
E' questo, in sintesi, il risultato dell'ultimo studio realizzato dall'Istituto studi e ricerche intitolato, non a caso “Il difficile rapporto credito-imprese a Massa-Carrara”. L'indagine ha rilevato che nei due periodi presi in esame, uno pre-crisi, dal 1999 al 2006, e uno successivo alla flessione registrata dall'economia provinciale, ovvero dal 2006 a oggi, la media del credito erogato alle aziende locali è sempre stata comunque più bassa rispetto a quella regionale.
Tra il '99 e il 2006, a Massa-Carrara gli impieghi bancari sono passati da 1.842 milioni a 3.178 con un aumento medio annuo del 10,4% a fronte del +12,4 per cento della Toscana.
Una situazione, quella che emerge dalle cifre dell'Isr, riconducibile quindi non tanto alla recente crisi economica, quanto piuttosto ad alcune peculiarità della nostra provincia: «Più un territorio è competitivo, più è agevole l'accesso al credito e minore è il costo del denaro», ha sintetizzato Daniele Mocchi, ricercatore dell'Istituto studi e ricerche.
E proprio al livello di competitività della nostra provincia, l'Isr ha dedicato "uno studio nello studio", rilevando - sulla base di 23 parametri - che se il livello di competitività dell'Italia è 100 e quello della Toscana è 105,9, quello di Massa-Carrara è solo di 93,3.
Un risultato certo scarso, che però da solo non basta a spiegare le difficoltà di accesso al credito delle nostre imprese, come hanno osservato i rappresentanti delle associazioni di categoria che hanno partecipato, ieri alla presentazione del rapporto.
«Dalla crisi si esce solo allentando le maglie del credito, soprattutto per le piccole aziende, che faticano più di quelle grandi ad accedere ai prestiti», ha osservato Dino Sodini, presidente di Cna. «La cosa più inspiegabile è proprio che le difficoltà maggiori vengano fatte per crediti di dimensioni contenute, sotto i 100-50 mila euro», gli ha fatto eco Giuseppe Baccioli, presidente dell'Associazione industriali. Un trend, questo, a cui ha dato la sua spiegazione Gianfranco Oligeri, neo presidente dell'Isr.
«Negli ultimi anni, a fronte della mediazione dei consorzi Fidi, che danno garanzie a nome delle imprese, la mancanza di autonomia decisionale delle singole filiali ha reso impossibile avere un rapporto diretto con le aziende» ha spiegato Oligeri.
Una valutazione condivisa da Alessandro Beverini, direttore dell'Isr che ha ricordato come, fino a qualche anno fa, la concessione del credito venisse "concertata" tra istituti, categorie e aziende, in una trattativa in cui si esaminavano le condizioni delle singole imprese, caso per caso. Un rapporto "interrotto" che però, ha rilanciato Oligeri, potrebbe riprendere: il 5 e il 6 luglio, l'Istituto studi e ricerche incontrerà prima le banche e poi i rappresentanti delle istituzioni, tra cui l'assessore regionale alle Attività Produttive Gianfranco Simoncini, per dare vita a un tavolo permanente di coordinamento tra istituti bancari e associazioni di categoria, con il dichiarato obiettivo di aprire un nuovo canale di dialogo e affrontare il problema dell'accesso al credito.
Cinzia Chiappini
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