Il Tirreno

Gli sfollati tornano a casa Domani il verdetto da Pisa

di Francesca Ferri
Gli sfollati tornano a casa Domani il verdetto da Pisa

Il sindaco revoca l’ordinanza di evacuazione. Ieri le 50 famiglie sono rientrate Balconi e parte del cortile restano transennati. «Noi diciamo grazie a Pucci»

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Hanno rimesso piede in casa verso le 12 di ieri i centoquarantadue abitanti delle case popolari di via Pisacane a Massa, nel quartiere dei Poggi. Il sindaco Roberto Pucci ha revocato l’ordinanza di sgombero immediato dell’edificio, come annunciato venerdì, e ha disposto che le cinquanta famiglie «debbono rientrare immediatamente» nei loro appartamenti. Così, dopo un weekend al mare sui generis in tre strutture d’accoglienza messe a disposizione dal Comune, è arrivato puntuale il controesodo.

La vicenda dello stabile a rischio crollo, però, non si chiude qui, anzi. Domani – fanno sapere dall’università di Pisa – il dipartimento di ingegneria civile consegnerà al Comune la relazione integrativa chiesta dal Municipio massese per capire se, oltre ai problemi in caso di scosse sismiche, ci sono rischi di crollo anche in condizioni statiche. Cosa succederà se la risposta è affermativa? I centoquarantadue dovranno rifare le valigie e sgomberare un’altra volta?

Il “caso” via Pisacane è arcinoto. Lo scorso autunno, all’inizio dei lavori di manutenzione, si scoprono anomalie nella struttura. Scatta l’allarme e l’Erp (Edilizia residenziale pubblica), che gestisce le case popolari, commissiona uno studio al dipartimento di ingegneria civile dell’università di Pisa per capire se l’edificio è sicuro o rischia di crollare.

Nel frattempo la vicenda sale alla ribalta di stampa e tv per la denuncia di un consigliere comunale, Stefano Benedetti (Pdl), che accusa il Comune – proprietario dell’immobile – di aver perso tempo e di mettere a rischio l’incolumità dei cittadini lasciandoli nelle loro case quando, nel dubbio, sarebbe meglio sgomberare subito l’edificio. Il Comune ribatte di essere al lavoro da mesi su via Pisacane.

Nel frattempo, giovedì arriva la risposta da Pisa: lo stabile non risponde alle normative sismiche vigenti e se venisse il terremoto rischierebbe di crollare. A titolo precauzionale le 50 famiglie vengono evacuate tra giovedì sera e venerdì mattina: alcuni vanno a dormire dai parenti, altri vengono sistemati in tre residence a spese del Comune.

Ma dopo poche ore, il colpo di scena. Un sopralluogo dei vigili del fuoco, fatto nella mattinata di venerdì, dice che non c’è un rischio di crollo «immediato»; a rischio sono solo i terrazzini. Contrordine, si può rientrare.

Nel fine settimana l’Erp fa sigillare le porte che danno sulle terrazze e transennare il cortile in corrispondenza dei balconi. Sulla recinzione arancione spuntano dei cartelli: «Attenzione, zona interdetta, non oltrepassare le protezioni». E ieri, con le stesse auto cariche di bagagli, le cinquanta famiglie hanno fatto rientro a casa.

Una firma sulla ricevuta dell’ordinanza di revoca dello sgombero, e sono salite nei loro appartamenti. Qualcuno è ben contento, qualcuno non si fida. «Scusi, ma lei ci starebbe qua dentro a sapere che non rischia il crollo imminente, ma è comunque a rischio?», chiede una signora al vicesindaco e assessore all’edilizia privata Martina Nardi.

Ma c’è anche chi ringrazia il Comune per come ha gestito la situazione. «Nella sfortuna – spiega la signora Mussi a nome dei coinquilini che con lei hanno dormito a Casa Faci – non ci siamo sentiti abbandonati, ci hanno messi in posti bellissimi e ci hanno trattati con i guanti. Hanno anche messo dei vigilantes per badare alle nostre case».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino