Il Tirreno

«Lavori infiniti, affari quasi dimezzati»

di Alessandra Vivoli
«Lavori infiniti, affari quasi dimezzati»

Sull’Aurelia esplode la rabbia dei commercianti: «Qui siamo al pianto greco, questa situazione ci ha tagliato le gambe»

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CARRARA. «Siamo al pianto greco. Se non riaprono l’Aurelia sarà davvero dura andare avanti: il giro di affari, per chi ha un’attività in questa zona, si è ridotto del 40% ».

È unanime il coro delle proteste dei commercianti e operatori della zona dell’Aurelia interessata dai lavori per il restyling del ponte sul Carrione.Un cantiere aperto nel novembre scorso che, di fatto, ha interrotto la viabilità su una delle arterie principali del traffico in direzione Carrara-Massa. I lavori dovevano essere finiti in quattro mesi, adesso l’incubo di chi ha un’attività interessata da questi cantieri, è che si vada avanti fino a dopo l’estate. L’assessore ai Lavori pubblici, Massimiliano Bernardi, rassicura: «Entro i primi di luglio riapriremo la strada». Ma intanto l’Anas ha chiesto una proroga fino al 31 luglio, anche se, è bene precisarlo solo “in via cautelativa.

Intanto, in quel di Nazzano, neppure l’opportunità di vedersi ridotte le tasse, in base al nuovo regolamento comunale fatto ad hoc per le zone disagiate a causa dei cantieri pubblici, sembra rincuorare i commercianti. Anzi a Palazzo civico di domande per il taglio di Tarsu, Tosap e tassa sulla pubblicità - assicura il dirigente dellìufficio tributi, Guirardo Vitale, non ne è pervenuta neppure una.

Affari calati del 40% «La nostra fortuna è di avere tanti clienti qui nella zona, nel palazzo degli uffici dall’altra parte della strada e nelle altre attività vivine - spiega Simona Di Natale del bar “Dolci Tentazioni”, a pochi passi dal cantiere sul ponte del Carrione - Abbiamo perso tutto il passaggio e, naturalmente, facce nuove con il traffico in questo stato non se ne vedono più. Il volume di affari, in questi mesi si è ridotto del 40%».

Sulla stessa linea al negozio di riparazione Tv, S.T.E, di Massimiliano Volpi. «Per il nostro settore il momento è già di per sè molto difficile - spiegano dal negozio - e la viabilità così complicata non aiuta. Siamo praticamente nella situazione in cui, chi viene da noi per prima cosa dice: Eh, ma per venire fin qui bisogna fare il giro dell’oca! E per molti questo diventa il motivo per andare da un’altra parte. E una volta che perdi un cliente è difficile riconquistarlo».

«Clienti nuovi non se ne vedono più» I commercianti puntano il dito: i lavori infiniti hanno scoraggiato i nuovi clienti ad arrivare fino a quel tratto dell’Aurelia ingombrato dal cantiere.

«Noi abbiamo aperto due anni fa -dicono dalla camiceria Bulgarini, nel palazzo Franchi - e questa situazioni ci ha creato parecchi disagi: lavoriamo con i clienti già acquisiti, ma è difficile puntare sui nuovi».

Stesso discorso vale per il parrucchiere Alex, sempre all’interno dell’ex pastificio Frediani.

«Non ho parole, ci avevano assicurato che a maggio i lavori sarebbero terminati - spiega il titolare - E invece dobbiamo ancora fare i conti con una viabilità complessa e con un traffico che scoraggia la gente ad arrivare fin qui».

«Speriamo di essere alla fine di tutta questa storia che dal punto di vista economico ci ha tagliato le gambe - sottolinea Giovanni Pezzica, amministratore della Catelani auto - Come assistenza lavoriamo con gli amici, con quei clienti fidati che, anche se devono fare un giro in più, scelgono la nostra professionalità. Come vendite già non è un buon momento, ma certi pomeriggi ci siamo ritrovati a guardarci in faccia.

«Meno tasse? Ma se non si lavora più» E infine dal bar “Principato” di Nazzano lanciano un messaggio chiaro al Comune: «Cosa ci interessa pagare un po’ meno tasse se il volume di affari si è dimezzato. Io personalmente - dice il titolare - ho perso dalle 150 alle 200 euro al giorno, tirate un po’ voi le somme. E poi devo fare anche i conti con la paura che i clienti che adesso non vengono più, una volta che sarà riaperto il ponte, non torneranno lo stesso». «Al mio commercialista - conclude il barista titolare del Principato di Nazzano - non ho neppure chiesto di fare la domanda. Mi sembra una presa in giro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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