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Gruppo locale acquista le Terme di San Carlo
L’impianto turistico-curativo e la linea di imbottigliamento dell’acqua ceduti dal gruppo romano Vichi a una cordata guidata dalla famiglia Taddeucci
MASSA. La San Carlo “salvata” da un’azienda locale. Lo ha annunciato, quasi a sorpresa, ieri pomeriggio il sindaco Roberto Pucci a inizio consiglio comunale. «L’impianto di imbottigliamento e la sede termale sono state acquisite da un gruppo locale», ha detto il primo cittadino, senza aggiungere particolari sulle modalità della transazione o sul piano industriale presentato dagli acquirenti. «Ci auguriamo adesso – si è limitato ad aggiungere anche in risposta alle critiche lanciate nelle settimane scorse dal Pd sulla revoca delle concessioni per lo sfruttamento delle acque – che parta celermente un progetti di rilancio delle terme e di valorizzazione delle sorgenti, per la tutela dei lavoratori e per il bene di tutta la comunità di San Carlo».
A rilevare dal gruppo Vichi di Roma la San Carlo dice poi il sindaco (stavolta ai margini del consiglio) è stato il gruppo Taddeucci, che opera nel campo della componentistica per impianti petroliferi – in passato ha lavorato nell’indotto della Dalmine e risulta avere attività delocalizzate all’estero – e che ha sede qui a Massa.
Si prospetta, dunque, una soluzione in positivo per il polo termale-sorgivo un tempo vanto della città, prospettiva subito sottolineata dai consiglieri Simone Ortori (di Sel) e Stefano Alberti (ex Pd, ora nel gruppo misto), che hanno commentato con parole di apprezzamento e di soddisfazione l’annuncio del sindaco Pucci. Il salvataggio, tuttavia, esiste per ora soltanto sulla carta: una volta perfezionato il passaggio di proprietà, occorrerà attendere un piano di rilancio delle attività sostenuto – ci appare necessario – da adeguati investimenti.
Esce di scena, dunque la Vichi Holding, ossia il gruppo romano che nel 2009 acquistò la “Terme e Sorgenti di San Carlo” promettendo 15 milioni di euro di investimenti, un super albergo e 40 assunzioni, e poi, alla fine dell’anno successivo, venne travolta da un’inchiesta giudiziaria che portò all’arresto dei fratelli Giancarlo e Mauro Vichi, titolari della holding e di altri manager del gruppo (il cui core business è nel settore della zincatura dei metalli). L’offensiva della procura di Massa portò al congelamento di tutti i progetti e, progressivamente, al fermo di ogni attività, con i sette dipendenti della linea di imbottigliamento ormai senza stipendio da mesi. Infine, la decisione dell’amministrazione civica di avviare, seguendo il dettato della legge regionale, le procedure di revoca delel concessioni delle sorgenti.
Ora, la novità del gruppo Taddeucci, che dopo una serie di contatti con l’amministrazione e con la stessa Vichi, ha definito nei giorni scorsi l’acquisto del complesso.
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