Il Tirreno

Due ore di attesa per una visita: caos al Pronto soccorso

di Alessandra Vivoli
Due ore di attesa per una visita: caos al Pronto soccorso

È emergenza: l’Asl corre ai ripari con 5 nuove assunzioni Dal prossimo mese due medici e tre infermieri in più

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CARRARA. Non è ancora estate ma è già emergenza per un Pronto soccorso che sembra sul punto di scoppiare: e l’Asl annuncia i rinforzi, due medici e tre infermieri in più a partire dal prossimo mese.

Al Pronto soccorso è già emergenza Attese di ore, nessun filtro per i pazienti e un triage (la delicata fase di assegnazione dei codici ai pazienti, da bianco a rosso, a seconda della gravità) che dopo le 22, per disposizione dell’Asl, non è più in funzione.

Le cose si complicano soprattutto la notte, quando il presidio di prima emergenza rischia davvero di scoppiare: un medico solo, dalle 21 in poi, deve far fronte a decine di pazienti. Supportato solo tre infermieri, due di sala e uno, fino alle 22, per il triage. I pazienti si accumulano, le richieste di informazioni si moltiplicano. E non basta la televisione, fra l’altra a schermo piatto e molto grande, a tenere calmi gli animi. Senza contare che l’attesa, quando si sta aspettando un parente, si dilata. Ma, per una visita in codice azzurro o verde (in casi quindi non gravi) bisogna aspettare in media un paio d’ore.

In attesa dalle 21 alle 2 di notte Per far capire quello che succede, una volta varcata con le proprie gambe (non in ambulanza) la porta del Pronto soccorso, possiamo riportare il caos di un uomo di 85 anni, affetto da diabete, arrivato al presidio di prima emergenza l’altra sera alle 21. Per un dolore acuto alla schiena a seguito di una caduta in casa, uscendo dalla vasca da bagno.

Il triage funziona bene, dopo poco gli viene assegnato il codice, verde. Poi comincia l’attesa. Non ci sono codici rossi, ossia emergenza, ma i pazienti in attesa, o già dentro, sono già sette. Prima che l’anziano sia chiamato dentro per la visita e le radiografie passano due ore e mezzo.

Per tornare a casa con la diagnosi, frattura di una costola, e tutit gli esami effettuati (con grande professionalità) ne trascorrono altre due abbondanti: insomma fino alle 2 di notte non si esce dal reparto.

Nel frattempo arrivano altri pazienti, il tirage è sguarnito, e diventa difficile destreggiarsi quando si accompagna una persona ammalata. All’interno c’è un medico solo che, come sottolineano in parecchi: «starà già facendo i salti mortali».

L’Asl annuncia nuove assunzioni Una situazione difficile, a cui l’Asl però avrebbe già - con grande tempismo - deciso di porre rimedio: è di ieri la delibera aziendale che ha predisposto il potenziamento del reparto. Come? Con 5 nuove assunzioni che dovrebbero entrare a regime dal prossimo mese: 2 medici per il dipartimento e tre infermieri (a tempo determinato, solo per il periodo estivo). Un segnale incoraggiante, soprattutto in vista della stagione turistica ormai davvero alle porte, che arriva dall’azienda nello stesso giorno in cui viene da noi interpellata sui disagi che si registrano al Pronto soccorso.

Il Tribunale del malato: la De Lauretis rispetti gli impegni Sulla situazione del Pronto soccorso interviene anche l’avvocato Gianluigi Fondi, presidente del Tdm.

«La dottoressa De Lauretis, direttore generale dell’Asl, si è impegnata, mesi fa, a mettere mano alla situazione difficile del Pronto soccorso dove i tempi di attesa sono sempre più lunghi a causa del grande cocnetramento di pazienti - spiega Fondi - Aveva quindi annunciato che avrebbe disposto un medico in più per il servizio notturno, e potenziato il servizio diurno e il personale infermieristico. Noi siamo qui per ricordarle i suoi impegni».

E sembra proprio che il direttore generale lo abbia già fatto con la delibera per le nuove assunzioni.

«Bisognerebbe pensare anche a un sistema di soccorso nei distretti sul territorio - conclude Fondi - cosa che il tdm auspica da tempo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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