Dall’incarico a Dino Geloni al ricorso al Tar toscano
È Dino Geloni, architetto carrarese, già presidente dell’Ater (poi Erp, cioè l’ente che gestisce le “case popolari”) ed ex consigliere comunale del Ppi a Carrara il professionista
MASSA. È Dino Geloni, architetto carrarese, già presidente dell’Ater (poi Erp, cioè l’ente che gestisce le “case popolari”) ed ex consigliere comunale del Ppi a Carrara il professionista che si occuperà della trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà. L’incarico, assegnatogli tramite un bando di concorso pubblico comprende “l’eliminazione dei vincoli all’alienazione degli alloggi, l’esame e lo studio delle pratiche; ricerche documentali; l’identificazione e la delimitazione delle aree; le valutazioni, le stime e le proposte di deliberazioni conclusive; la predisposizione degli schemi contrattuali di cessione; riunioni e audizioni con organi rappresentativi e consultivi del comune nonché con i condomini”. Contro l’assegnazione c’era stato, come riferiamo nell’altro articolo, un ricorso al Tar promosso dalla Scs Azioninnova Spa di Bologna, una delle società leader in campo nazionale nella consulenza ad enti pubblici. La società no aveva partecipato al bando, ma aveva contestato la iscrizione all’albo professionale come uno dei requisiti per la assegnazione dell’incarico. I giudici del Tar, prima sezione, dopo una sospensiva che sembrava preludere a una decisione sfavorevole al Comune, hanno però respinto il ricorso e condannato la società che aveva fatto ricorso al pagamento delle spese legali: 4mila euro.
Le procedure di gara erano state contestate anche dal gruppo consigliare Pd che, tra le altre cose, criticavano uno criteri scelti per calcolare il punteggio dei candidati. Quello del tempo di consegna del lavoro. Il professionista vincitore aveva indicato 2 soli mesi; i concorrenti 6-8 mesi. «Un'offerta anomala, visto che sono 800 le case da stimare», accusavano.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google