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Caricata in porto a Marina la nave incagliata all’Elba
Trasportava tondini di acciaio: secondo le autorità portuali non ci saranno ripercussioni locali sui traffici del settore siderurgico che stanno crescendo
CARRARA. Era partita giovedì sera dal nostro porto la motonave Mersa 2, battente bandiera panamense, lunga 90 metri, che poi nella nottata è andata a incagliarsi contro gli scogli di un basso fondale all’isola D’Elba: aveva caricato tondini di acciaio, ed era diretta nel Nord Africa.
Il traffico ferroso che il porto di Marina ha incrementato inquesti anni, (attraverso le aziende bresciane Feralpi e AlfaAcciai), rappresenta un buon segmento del commercio marittimo siderurgico che fa scalo nel porto locale.
Ma l’incidente accaduto alla nave Mersa 2 non inciderà – così assicurano negli ambienti portuali – sugli imbarchi regolari di tondini, su navi-spot.
«Non si tratta di una linea – dicono alla capitaneria – ma di navi che arrivano diverse volte in un mese».
«Se non venisse più utilizzata quella nave che ha avuto l’incidente – dice il direttore del porto, Franco Lazzarini – ne arriveranno altre scelte dagli armatori. Per i carichi di tondini di acciaio arrivano spesso navi diverse, il traffico siderurgico sta raddoppiando, siamo a 30mila tonnellate al mese complessive, non solo legate a Feralpi. Da aprile i traffici tradizionali sono cresciuti, e ci sono previsioni di nuovi arrivi, non solo di tondini».
Da gennaio di quest’anno, l’andamento del movimento merci in porto viene definito buono dagli addetti ai lavori.
Intanto ieri mattina erano in corso le operazioni per il disincagliamento della Mersa 2, avvenuto in un punto molto isolato dell’Elba. La motonave con 12 membri di equipaggio, di nazionalità turca, è finita, attorno alle 5,30, e per cause in corso di accertamento da partre delle autorità, dritta contro gli scogli del basso fondale davanti all’isola.
Il risultato dell’impatto, è stato una falla a prua, che non a quanto pare non ha compromesso il galleggiamento della nave. Non ci sono state conseguenze per il personale a bordo.Sono intervenuti rimorchiatori, e nella mattinata erano in corso valutazioni sul trasferimento della nave a Portoferraio oppure a Livorno.
Legambiente Toscana si è preoccupata: la zona dove è avvenuto l’incidente, in località Sant’Andrea nel comune di Marciana, fa parte del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano ed è vicina a una secca che è meta dei subacquei. Il commissario del parco dell’arcipelago Toscano, Massimo Avancini ha detto: «Sono tranquillo, due rimorchiatori stanno verificando le condizioni e hanno visto che non c'è pericolo per la fuoriuscita del combustibile». Ha annunciato l’arrivo del servizio nazionale antinquinamento per il Ministero dell'Ambiente, per assistere al le operazioni a titolo precauzionale.(c.car.)
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