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«Accorrete, ho ucciso mia moglie»
Era un falso allarme lanciato da un tunisino, che poi si taglia le vene: denunciato
SARZANA. «Accorrete, presto, ho ammazzato mia moglie»: così, con questa telefonata concitata ai carabinieri, è iniziato un episodio decisamente movimentato, per fortuna senza tragedie.
I militari accorrono subito, a tarda sera in via Pecorina dove aveva dato indicazioni al 112, e scoprono che a telefonare è un giovane tunisino, che li accoglie, tutto insanguinato, all’esterno do un’abitazione. Al loro arrivo, i carabinieri di Sarzana per prima cosa si dividono, alcuni cercano di fermare il tunisino, gli altri si dirigono verso la casa per capire se davvero ci fosse la moglie uccisa. Appena si avvicinano all’uomo, che era in evidente stato confusionale, ubriaco questi estrae una lama da barbiere e si incide le vene del polso, in senso longitudinale, facendo schizzare una gran quantità di sangue. I militari tamponano la ferita, lo fanno salire sull’ambulanza del 118 che nel frattempo era sopraggiunta e lo fanno portare al pronto soccorso. Intanto, in casa, nessuna traccia di cadaveri e neppure di donne.
Partono le ricerche, si prendono informazioni.
Il tunisino, che intanto è stato medicato, continua a farfugliare che ha ammazzato la moglie, i carabinieri continuano le ricerche, ma dopo circa due ore, quindi a notte, ecco che la moglie arriva viva e vegeta al pronto soccorso. Aveva visto il sangue davanti a casa ed era arrivata a informarsi. Lei, sarzanese, spiega che aveva litigato con il marito e se n’era andata da un’amica. Lui, una volta rimesso in sesto, è stato denunciato per procurato allarme, ubriachezza e resistenza a pubblico ufficiale.
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