Il Tirreno

«Volevamo rapinare la gioielleria ma quel coltello non era nostro»

di Fabrizio Palagi
«Volevamo rapinare la gioielleria ma quel coltello non era nostro»

Emanuele Spadoni e Veronica Ricco ammettono le loro responsabilità di fronte al magistrato per l’uomo confermata la permanenza nel carcere di Massa, la ragazza è ai domiciliari a Terrarossa

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AULLA. «Avevamo ideato la rapina alla gioielleria, ma del coltello non ne sappiamo nulla perchè non lo avevamo con noi».

Questa, in estrema sintesi, la confessione fornita al magistrato dalla coppia che, nel pomeriggio di giovedì scorso, ha tentato di rapinare l’oreficeria del “Moro”, ossia Ernesto Accorsi, nella centralissima piazza Cavour.

Ieri mattina, il 37enne Emanuele Spadoni e la 24enne Veronica Ricco sono stati interrogati dal magistrato Ermanno Di Mattia che ha poi confermato l’arresto per l’uomo, allo stesso tempo relegando ai domiciliari la ragazza, di fatto permettendole di uscire dal carcere di Pisa dove era stata accompagnata dopo il fermo dei carabinieri effettuato pochi minuti dopo la cruenta tentata rapina.

Spadoni resta dunque nel carcere di Massa, mentre la giovane non dovrà uscire dall’abitazione messa a disposizione dalla sua famiglia al Masero di Terrarossa.

Entrambi hanno in effetti ammesso le loro responsabilità nell’episodio finito nel sangue a seguito della inaspettata reazione del titolare della gioielleria, il 93enne Ernesto Accorsi. Ma, in merito al coltello che ha causato il ferimento dello stesso negoziante e, in maniera più grave, della giovane, i due hanno affermato di non averlo con loro durante il blitz all’oreficeria.

Assistiti rispettivamente dagli avvocati Giuliana Feliciani e Fabio Zanelli, entrambi del Foro della Spezia, Spadoni e la Ricco hanno ammesso che il loro scopo era quello di rapinare l’anziano gioielliere, forse ritenuto preda facile data l’avanzata età. Un progetto maturato nel tempo, dato che i due, come ha affermato Ernesto Accorsi, alcuni giorni prima avrebbero fatto una sorta di sopralluogo nel negozio, fingendo di essere interessati all’acquisto di diversi oggetti.

Dichiarazioni tutte al vaglio degli investigatori che stanno ricostruendo la dinamica della tentata rapina e la reazione del negoziante, grazie alla quale i due sono stati costretti a desistere e quindi uscire precipitosamente dal locale.

I carabinieri del Radiomobile di Pontremoli hanno poi intercettato la coppia mentre si trovava nei pressi dei giardini pubblici della città, poco distante dal luogo della tentata rapina. La ragazza perdeva copiosamente sangue da un braccio: una ferita causata da lama tagliente durante la collutazione con l’anziano ma sanguigno gioielliere che, grazie alla sua prontezza e a un alto livello di coraggio, da solo ha fronteggiato quei due giovani entrati nel negozio per rapinarlo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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